A2a-Lgh, Anac: “Serviva una gara pubblica”. M5S: “Avevamo ragione”

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L’Autorità Nazionale Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone è entrata nella vicenda dell’acquisizione di Linea Group Holding – operante in diversi comuni lombardi tra raccolta rifiuti, servizio idrico e distribuzione del metano – per opera della multiutility A2a. Nelle ultime ore si è conclusa l’istruttoria che la stessa Anac aveva aperto nel giugno dell’anno scorso dopo un esposto presentato dal Movimento 5 Stelle, due mesi prima del “closing” sull’accordo tra A2a e Lgh. Intesa che, firmata il 4 agosto, prevedeva l’acquisizione del 51% di Lgh in cambio di 113 milioni di euro da dare anche ai Comuni azionisti.

L’istruttoria era stata avviata perché, come pensavano anche i sindaci di centro destra di Rovato e Cazzago San Martino, azionisti di Lgh, la vendita delle quote sarebbe dovuta passare per una gara. E l’autorità anticorruzione dà ragione ai pentastellati e proprio a quei comuni che avevano sollevato perplessità sull’operazione. “Alla luce di tutte le considerazioni svolte – scrive l’Anac nella sua istruttoria – si ritiene che la vendita del 51% del capitale sociale di Linea Group Holding Spa, anziché avvenire in forma ‘diretta’ ad A2a, avrebbe dovuto essere preceduta da un confronto concorrenziale tra gli altri operatori economici del settore, tramite una procedura ad evidenza pubblica”.

Quindi, una gara esplorativa con tanto di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Le “nozze” tra A2a e Lgh non vengono messe in discussione, ma ora l’Anac ha chiesto alle due società di indicare nel dettaglio la composizione delle azioni dopo l’operazione. In ogni caso, le due multiutility hanno un mese di tempo per avere chiarimenti e possono presentare un’audizione. Secondo quanto scrive il Corriere della Sera, A2a non rischia nulla in termini di sanzione, mentre i soci di Lgh potrebbero finire in un esposto alla Corte dei Conti.

“Lo avevamo annunciato a più riprese e ora l’Anac ci ha dato ragione su tutta la linea – commenta Ferdinando Alberti (M5S) che aveva presentato l’esposto all’Anticorruzione e all’Antitrust.- Un’azienda privata e quotata, come A2a, non può acquisire senza gara il controllo di una società totalmente pubblica come Lgh. Sono state violate tutte le norme in materia di trasparenza, pubblicità e concorrenza. I politici che ci hanno governato in questi anni sono incompetenti o in malafede. Per certi aspetti potrebbe sembrare una truffa ai danni dello Stato giocata in casa Pd. Il centrosinistra era infatti al governo in tutte le amministrazioni coinvolte, (fatta eccezione per il comune di Rovato, guidato da Lega e centrodestra).

La necessità di fare cassa per i comuni amministrati da questi partiti si è rivelata essere la conseguenza diretta della loro incapacità amministrativa e in Italia non può che nascere il sospetto che le cause possano essere corruzione politica e malaffare. Il Pd ha lavorato e lavora ancora per la lobby della ‘grande multiutility del Nord’ che porta guadagni ai soliti noti. Vanno fermati. Avevamo chiesto più volte che i sindaci annullassero le delibere in autotutela, almeno per cautela e buon senso. Ora non hanno più alibi. I sindaci devono annullare le loro delibere. Le trame di A2a con Lgh si intrecciano con quelle della società Asvt per la gestione dei servizi. E’ ora necessario annullare la vendita di Asvt ad A2a.

Anac ne ha dato conferma e lo ripetiamo ancora una volta: A2a è una società privata, quotata in borsa su cui gli enti locali non possono esercitare alcun controllo. Per questo non va trattata come se fosse una società pubblica e oltre alle quote societarie va messa a gara anche la gestione dei servizi. A2a e i politici conniventi lavorano da tempo per entrare nella gestione del servizio idrico – continua la nota dei pentastellati.- Nei mesi scorsi abbiamo posto un’interrogazione alla commissione europea e alla Banca Europea Investimenti in quanto A2a sarebbe riuscita a ottenere un finanziamento. Questo finanziamento a una società privata che ora non gestisce il servizio idrico (affidato alla società pubblica ‘Acque Bresciane’) conferisce un indebito vantaggio competitivo ad A2a che ora può utilizzare i soldi per scalare la società Asvt e sarà avvantaggiata quando la società ‘Acque Bresciane’ vorrà contrarre un partner privato per la gestione del servizio idrico.

Ribadiamo che questi favori ad A2a implicano un danno erariale a cui i sindaci dovranno rispondere, con conseguente responsabilità amministrativa in capo agli organi apicali e dirigenti che hanno posto in essere l’operazione. Cosa hanno da dire ora personaggi come Gregorio Gitti che si è speso generosamente a favore dell’acquisizione? La nomina di Vivenzi, esponente del Pd renziano della prima ora, come presidente della nuova-Lgh non ci aveva stupito ed ammanta tutta la vicenda di un forte olezzo di ‘renzismo’. La cupola Pd opera da tempo al nord e proprio Vivenzi è stato incaricato di tessere da Roma l’accordo tra municipalizzate.

Il parere Anac apre ora un nuovo fronte che va a minare A2a nelle fondamenta: a seguito della costituzione in Spa, avvenuta nel 2001, i Comuni di Brescia e Milano, che avevano affidato ad Aem e Asm servizi pubblici locali senza bando di gara (erano due municipalizzate pure), dovevano ritirare gli affidamenti nel momento in cui sono entrati soci privati nella compagine, come prevede la Corte di giustizia Ue. I sindaci, quello di Brescia in primis, anziché lavorare su mandato di A2a – termina la nota – facciano gli interessi della collettività: si riapproprino delle reti e dei servizi e rimettano a bando la gestione dei servizi erogati mantenendo la gestione veramente pubblica per i servizi pubblici essenziali (come l’acqua, ma anche i rifiuti) in conformità con quanto sancito con referendum del 2011 che afferma che le stesse non devono essere oggetto di logiche di profitto e di mercato”.