Autostrada Valtrompia, Borghesi (LN): “Polemiche assurde dai contrari”

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Il raccordo autostradale della Valtrompia torna al centro del dibattito. Non tanto per i tempi in cui dovrebbero iniziare i lavori, previsti dall’estate, quanto per lo schieramento di parti che ancora si oppongono all’opera. Tra loro, il comitato “No autostrada. Sì metrobus” e le associazioni ambientaliste. In particolare, chiedono che venga rifatta la Via, Valutazione d’impatto ambientale, perché sarebbe scaduta e per capire l’impatto dei lavori. In più, l’azienda arrivata seconda nella graduatoria dell’appalto per i cantieri ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato dopo che il Tar di Brescia le ha dato torto su chi dovrebbe costruire l’opera.

In questa situazione, si inserisce a livello politico la posizione della Lega Nord, tramite il deputato bresciano Stefano Borghesi. “Ho seguito, purtroppo senza stupore, le notizie degli ennesimi ricorsi contro l’autostrada. Ritengo quindi opportuno far chiarezza sulla questione, per evitare confusione ai miei concittadini valtrumplini – si legge in una nota del deputato.- Anzitutto, è bene distinguere le radici dei due ricorsi di cui si fa tanto parlare in questi giorni: uno è stato presentato dalla cordata di aziende che voleva realizzare l’opera, ma è giunta seconda nella gara di aggiudicazione, mentre gli altri sono stati presentati dai comitati ambientalisti.

Trovo alquanto normale il ricorso presentato in ultimo grado al Consiglio di Stato dalla cordata di imprese. Dopo aver fatto ricorso al Tar, la cordata si è vista respingere e ha quindi deciso di presentarlo in ultimo grado. Per questo ricorso attendiamo il verdetto il 16 marzo. I restanti, invece, mi sembrano a dir poco strumentali. Nello specifico, mi riferisco a quei ricorsi presentati dai ‘mitici’ comitati ambientalisti. Questi credono di essere gli unici depositari della verità e del bene comune dei cittadini valtrumplini, a dispetto di chi non la pensa come loro.

Da sempre questi signori sostengono l’inutilità dell’opera – continua la nota di Borghesi – ed ora si aggrappano a questioni tecnico-legali-burocratiche per cercare di fermarla a tutti i costi. E i costi per loro credo siano pure abbastanza elevati: presentare e minacciare ricorsi a Tar, Bruxelles e procure non deve essere proprio una spesa di poco conto. Ma evidentemente dispongono delle risorse necessarie, tant’è che continuano convintamente su questa strada. Che dire: beati loro. Ma cerchiamo di entrare nel merito delle non-questioni sollevate.

1) Secondo i comitati, “la V.I.A. è da rifare”. A me pare quantomeno strano che Ministero delle Infrastrutture, Anas, Regione, Provincia, Comuni, Prefetto, Anac e Corte dei Conti non si siano mai accorti della necessità di dovere rifare la V.I.A. in tutti questi anni. E’ per questo che il ricorso a me sembra strumentale e penso sia fatto con il solo scopo di ottenere un ulteriore spostamento dell’inizio dei lavori.

2) I comitati hanno inviato ai commissari di Bruxelles una ‘richiesta di reazione’. Qui siamo praticamente nella fantascienza. Se la richiesta di ‘reazione’ ai commissari alla Concorrenza e al Mercato interno di Bruxelles fosse fondata, vorrebbe dire che la concessione governativa rilasciata alla società Brescia-Padova è illegittima. Questa tesi mi pare quantomeno velleitaria. Vi pare possibile che a Bruxelles nessuno si sia accorto che il Governo italiano abbia rinnovato una concessione di tale portata in maniera illegittima? Chi ha firmato questa ‘richiesta di reazione’ – continua Borghesi – è (guardacaso) la co-presidente dei Verdi Europei, Monica Frassoni, che da vent’anni si batte contro la realizzazione dell’autostrada della Valtrompia. Ma non so se in valle ci sia mai passata, né se abbia provato a stare in coda per ore.

È così interessata alla nostra autostrada perché si intende anche di rinnovi di concessioni autostradali, o semplicemente starà cercando un modo per ostacolare l’opera? Ai posteri l’ardua sentenza. Credo che le stiano provando tutte al solo scopo di bloccare l’opera. E ovviamente speriamo che stavolta non riescano nel loro intento. Siamo in tanti a pensare che l’opera debba essere fatta perché serve al nostro territorio, ancora e sempre attraversato da mezzi pesanti legati al mondo delle piccole e medie imprese.

Ormai non è più una questione di colore politico. La vogliono i sindaci di tutta la Valle, quelli di centro destra e di centro sinistra. La vogliono le massime istituzioni a livello governativo e a tutti i livelli intermedi hanno dato l’ok. Gli unici che si oppongono a oltranza, per evidenti questioni ideologiche – conclude la nota – sono soltanto questi comitati”.