Delitto Calcinato, il senegalese si è avvalso della facoltà di non rispondere

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Nella giornata di ieri, mercoledì 8 marzo, presso il carcere di Canton Mombello, Dione Cheikh, unico indiziato per l’omicidio di Gennaro Esposito, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio del giudice delle indagini preliminari Lorenzo Benini. Il legale del senegalese ha chiesto e ottenuto che il suo assistito venga sottoposto a una perizia psichiatrica. 

Questo, per verificare se l’uomo sia stato capace di intendere e volere al momento del delitto, in quanto nel primo interrogatorio il 34enne aveva espresso frasi sconnesse e senza senso. Intanto proseguono le indagini da parte delle forze dell’ordine per scoprire le cause dell’omicidio. Gli agenti quindi stanno passando al setaccio tutte le chiamate dei due, sentendo anche i loro amici e parenti. L’ipotesi della droga, visto i precedenti del senegalese e le sostanze trovate in casa di Esposito, rimane la vista più concreta.