Plagio, società italiana di software fa condannare Facebook

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Facebook di Mark Zuckerberg, il social network più famoso al mondo, è stato condannato in primo grado dal tribunale civile di Milano per violazione del diritto d’autore e concorrenza sleale. Vittima, secondo la sentenza, è l’azienda italiana di software house “Business Competence che, tra gli altri, ha creato le piattaforme “Dogalize” per gli amanti dei cani e gatti e “Swascan”. La sentenza di condanna (leggi) è la 9549 dell’1 agosto 2016 della sezione specializzata in materia di impresa del tribunale di Milano.

Ha accertato la “responsabilità delle società Facebook Srl, Facebook Inc. e Facebook Ireland LTD per atti di concorrenza sleale nei confronti di Business Competence Srl e per violazioni del diritto di autore sulla banca dati rappresentata dall’applicazione Faround” della stessa società italiana. Con la sentenza, il tribunale di Milano ha inibito alle tre società del gruppo Facebook ogni ulteriore utilizzo dell’applicazione “Nearby” sul territorio italiano. Facebook aveva già presentato ricorso alla Corte d’Appello di Milano per la sospensione dell’efficacia, ma il 28 dicembre scorso la stessa Corte ha rigettato l’istanza.

Tutto fa riferimento al 2012 quando alcuni giovani italiani hanno presentato al gruppo di Facebook l’applicazione “Faround” da loro realizzata. In pratica, sulla base fornita dalle preferenze espresse dagli stessi utenti e amici di Facebook, il programma era in grado di monitorare la posizione suggerendo locali e luoghi di attrazione più vicini. Il popolare social network aveva ritenuto interessante l’idea, ma invece di acquistarla, l’ha sviluppata all’interno creando “Nearby”, poi lanciata pochi giorni dopo.

Ma la società italiana Business Competence ha citato il gruppo americano in tribunale per plagio. E il giudice gli ha dato ragione. Quindi Zuckerberg ha dovuto rimuovere l’applicazione altrimenti avrebbe dovuto pagare 5 mila euro al giorno all’azienda italiana. Ora si andrà verso un secondo processo in cui stabilire il risarcimento che la stessa Facebook dovrebbe dare a Business per i mancati guadagni dall’uso dell’app plagiata.