Lumezzane, “Schegge di Cinema” e donne. “Mustang” all’Odeon

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Domani, mercoledì 8 marzo alle 20,30, al teatro Odeon di Lumezzane si terrà l’ottavo appuntamento delle “Schegge di cinema” di Enrico Danesi per “Una città, una suggestione, un film (anno secondo)”. Sarà proiettato “Mustang”, della durata di 97 minuti, girato tra Turchia, Francia e Qatar nel 2015 e basato sulla città di Trebisonda. E’ l’opera prima della regista Deniz Gamze Ergüven, basata sulle vicende di cinque sorelle giovanissime animate dallo stesso desiderio di libertà nella provincia turca arretrata e patriarcale.

Nel giorno della festa della donne, il film sarà dedicato proprio a loro e al termine ci sarà una degustazione di birre artigianali toscane prodotte dal birrificio “Al femminile”. Il film vede in scena Günes Sensoy, Doga Zeynep Doguslu, Elit Iscan, Tugba Sunguroglu, Ilayda Akdogan, Nihal G. Koldas e Ayberk Pekcan. Dalle parti di Trebisonda, antica città della Turchia affacciata sul Mar Nero, il film è stato tra i più applauditi a Cannes e scelto per rappresentare la Francia agli Oscar 2016, oltre che vincitore dell’European Film Awards per la miglior rivelazione-Prix Fassbinder 2015.

Racconta la storia di cinque sorelle adolescenti che lottano per la loro libertà contro un potere religioso e patriarcale soffocante. “I mustang sono cavalli selvaggi che simboleggiano perfettamente le mie cinque eroine – dice la regista – il loro temperamento indomabile, focoso. Perfino visivamente le loro capigliature ricordano delle criniere, il loro scorrazzare nel villaggio ricorda quello di un branco di mustang”. Sin dall’inizio il punto di vista assunto è quello di Lale (Günes Sensoy), la più piccola e ribelle, che intuisce il proprio futuro vedendo ciò che le sorelle devono subire dopo lo “scandalo” causato da una giocosa scorribanda sulla spiaggia, con restrizioni sempre più gravi che trasformano gradualmente la casa in un carcere e conducono verso incombenti matrimoni forzati.

Le ragazze, orfane dei genitori, vivono con uno zio-padrone dispotico e con la nonna, che ne sopporta le reprimende e si barcamena tra le repressive misure imposte e il sostegno indiretto alle nipoti che ama. Lontano da Istanbul, meta agognata di una libertà difficile da raggiungere, il nucleo familiare decentrato rappresenta la società turca più arretrata, degno prodotto di una cultura maschilista profondamente ingiusta che affonda le radici in un passato ancestrale. L’ingresso è gratuito.