Sara Capoferri, ricerca continua con due testimoni, cani molecolari e sensitivo

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Si aggiunge un ulteriore indizio sulla scomparsa di Sara Capoferri, la 37enne che manca ormai da nove giorni. Infatti, un uomo, interpellato dal Giornale di Brescia, ha raccontato d’averla vista la mattina del mercoledì 22 febbraio, ossia dopo la serata passata con gli amici. Il testimone, che abita vicino al Laghetto dei Cigni di Berlingo, quella mattina, stava passando in bicicletta sulla strada.

L’uomo rivela d’aver incontrato la donna, parsa spaventata, che avrebbe parcheggiato l’auto con una ruota forata in un campo. Poi, l’avrebbe vista percorrere a piedi il campo circostante. Le forze dell’ordine hanno mostrato la foto di Sara all’uomo, che ha prontamente confermato che si trattasse di lei. Inoltre, sarebbe stato sentito anche un altro testimone, che ha dichiarato d’aver aiutato la donna a parcheggiare l’auto con lo pneumatico forato.

Nel frattempo, i genitori della 37enne si sono rivolti anche in televisione per chiedere aiuto. Giovedì 2 marzo, invece, i cani molecolari sono tornati all’azione per setacciare la zona tra Lograto e Maclodio, a Berlingo, tra via Brescia, fino a una strada stretta dove gli animali si sono fermati. Infine, un sensitivo di Sarnico avrebbe rivelato al padre che Sara è ancora viva e di provare a cercarla in una cascina a Verolanuova.