Leno, laboratorio tessile clandestino gestito da cinese in un garage

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I carabinieri della compagnia di Verolanuova martedì hanno organizzato un servizio straordinario sul territorio per contrastare soprattutto l’immigrazione clandestina e lo sfruttamento della manodopera. Gli sforzi, frutto di una precedente attività investigativa, si sono concentrati nella zona di Leno con i militari locali, il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Brescia e il Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro dell’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia. Hanno ispezionato un garage usato come laboratorio tessile a Porzano.

Qui sono state sorprese quattro donne cinesi, tra i 30 e i 50 anni, mentre confezionavano capi d’abbigliamento per conto terzi (anche di marchi conosciuti), tra le quali la titolare C. Y. Le altre tre donne sono W. H, regolare in Italia, P. A. W senza fissa dimora e denunciata a piede libero all’autorità giudiziaria per essere rimasta in Italia da clandestina. Poi W. H., senza fissa dimora, anche lei denunciata a piede libero nonostante un’ordinanza di espulsione della questura di Brescia.

La titolare, oltre ad essere sanzionata con multe fino a oltre 10 mila euro, si è vista sospendere l’attività imprenditoriale perché abusiva. Inoltre, la donna è stata denunciata per aver favorito la permanenza in Italia di clandestini. Le due donne sprovviste di documenti sono state accompagnate al centro di identificazione ed espulsione di Roma.