Pronto soccorso Morbegno (So), “niente piano aziendale senza incentivi”

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“Dopo tanto clamore mediatico, spesso fondato su notizie imprecise e usate in modo strumentale, crediamo sia giunto il momento di fare un po’ di chiarezza in relazione alle scelte aziendali sulla sanità valtellinese.
A seguito di un confronto molto positivo con l’assessore Gallera, abbiamo concordato di sospendere l’approvazione del piano organizzativo aziendale strategico (POAS) fino a quando non sarà definita la delibera per gli incentivi alla sanità di montagna”.

Lo dicono il sottosegretario lombardo Ugo Parolo e il presidente della commissione Sanità Fabio Rolfi in merito alla chiusura del presidio notturno dell’ospedale di Morbegno, in provincia di Sondrio. “Occorre avere una visione di governance globale per rendere concreta la volontà più volte manifestata della Regione di valorizzare la sanità di montagna. Per quanto riguarda gli ospedali di Sondrio e Sondalo – puntualizzano – a prescindere da ogni scelta tecnica che non ci permettiamo di discutere, occorre chiarire che i due presidi possono coesistere purché si vada verso una differenziazione e specializzazione delle funzioni.

Sondalo, infatti, ha enormi potenzialità nel campo della riabilitazione post traumatica ed è in questa direzione che bisogna lavorare. Per quanto riguarda il punto di primo intervento di Morbegno, va ricordato che la scelta in atto è conseguente alla decisione condivisa con il territorio, ovvero quella di valorizzare l’ospedale trasformandolo in presidio operativo territoriale. È evidente che non può esistere un pronto soccorso senza un ospedale strutturato con sale operatorie e medici specializzati che possano garantire la massima assistenza ai cittadini.

Riteniamo, però, che l’apertura debba assolutamente essere garantita 24 ore al giorno. Per evitare situazioni di criticità e malumori come quelli in atto in questi giorni – concludono Parolo e Rolfi – prima di assumere ulteriori decisioni che avranno un impatto significativo sulla sanità, che rappresenta un servizio essenziale per i cittadini, occorre un serio e concreto confronto con la Conferenza dei Sindaci e le sue articolazioni zonali e, se il caso, anche con tutte le istituzioni territoriali”.