Rientrata protesta tassisti, Confartigianato: “Messa pezza anche stavolta”

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“Anche per questa volta abbiamo messo una pezza” Eugenio Massetti, presidente della Confartigianato di Brescia e Lombardia così ha commentato dopo l’incontro che ha “raffreddato”, per il momento, la protesta dei tassisti. Protesta contro l’emendamento contenuto nel Milleproroghe che rimanda al 31 dicembre 2017 il termine entro il quale il ministero dei Trasporti deve emanare i decreti legislativi previsti da una norma dello scorso anno contro l’esercizio abusivo del servizio taxi e Ncc. Ora c’è un mese di tempo.

Sarà avviato un tavolo di lavoro per la stesura di uno schema di decreto per misure tese a impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio noleggio con conducente e di riordino della legge quadro 21/92 per migliorare il sistema di programmazione e organizzazione su base territoriale, regolare e salvaguardare il servizio pubblico, lotta all’abusivismo, migliorando l’incontro tra domanda e offerta. “Il governo era presente in toto vista la gravità della situazione con il ministro, sottosegretario e viceministro. Rispetto alle richieste della totalità dei presenti e del mandato ricevuto dal direttivo di Confartigianato Taxi – continua Massetti – abbiamo ottenuto le due cose più importanti, ovvero l’impegno di fare a breve i decreti attuativi dell’art. 29 1-quater e di riscrivere la parte che ci riguarda nel ddl concorrenza.

Ricordo che in quest’ultimo provvedimento, se non si interviene è prevista la norma pro-multinazionali e la prevedibile nascita del terzo settore non professionale visto che si parla, nell’esercizio dell’intermediazione tecnologica, di conducenti e non di vettori”. Quindi già la prossima settimana, visto che al senato la votazione si chiude il 2 marzo, si potrà valutare la tenuta dell’accordo con la concreta possibilità che ricomincino le proteste. Dopo tale data non vi sarà il tempo e la possibilità di modifiche al testo oggi in trattazione, ma da riscrivere grazie all’accordo, visto che il governo porrà la fiducia alla camera sul testo, frutto dell’accordo, che uscirà dal Senato il 2 marzo.

Già provati dalla crisi che ha ridotto il lavoro anche a Brescia, i tassisti rivendicando il rispetto della legge 21 del 1992 che stabilisce la cosiddetta “territorialità”, il principio secondo il quale la partenza di ogni corsa deve avvenire nel comune di appartenenza e che le multinazionali in gara per risucchiare il mercato italiano vorrebbero eludere. “Auspico che ci sia unità tra le sigle sindacali che rappresentano gli interessi dei tassisti convocate per la prossima settimana e che si arrivi con una proposta condivisa – dicono ancora Massetti e il presidente della Confartigianato Taxi di Brescia Antonio Amodio – altrimenti avremo perso e qualcun altro farà la legge al posto nostro con tutti i rischi di un altro possibile sciopero a quel punto difficilmente giustificabile”. A Brescia città i taxi operativi sono 103, mentre tra città e provincia sono 146. Oltre la metà di questi sono iscritti alla Confartigianato, maggiore associazione di riferimento per la categoria.