Carpenedolo, addetti in nero e clandestini lavorano e dormono in laboratorio

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Giovedì i carabinieri di Carpenedolo, con quelli dell’Ispettorato di Brescia, sono stati impegnati in un’operazione per contrastare il “lavoro nero”. Nell’ambito dell’attività, hanno raggiunto anche un laboratorio di confezioni gestito nel paese della bassa bresciana da due imprenditori cinesi, un ragazzo di 20 e una ragazza di 19 anni. Nel corso del sopralluogo i militari hanno trovato 13 dipendenti, di cui 10 senza contratto, oltre a sei, tutti tra i 54 e i 22 anni, clandestini.

Per i due titolari inizialmente è scattata una denuncia per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro continuata in concorso, favoreggiamento dell’immigrazione e sfruttamento di manodopera clandestina. In serata, però, gli stessi carabinieri, passando davanti al laboratorio, sono stati insospettiti dal movimento anomalo di altri cittadini cinesi. Entrando, ne hanno sorpresi altri cinque mentre lavoravano con i due imprenditori. A questo punto per i due sono scattati gli arresti e portati in cella, mentre il giudice ieri ha convalidato i fermi.

Il ragazzo, perquisito, è stato trovato con due grammi di eroina e quindi anche segnalato alla prefettura di Brescia come assuntore di sostanze stupefacenti. Tutti i cinesi irregolari, invece, sono stati identificati e portati in questura per tutti i provvedimenti del caso. Il laboratorio e l’intera merce, formata da calze pronte per essere spedite, sono stati sequestrati.

In più, emesse sanzioni per 75 mila con la sospensione dell’attività. I carabinieri hanno anche chiesto l’intervento dell’Agenzia di Tutela della Salute di Montichiari per accertare violazioni su igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro. Durante il sopralluogo sono emerse gravi criticità logistiche e sanitarie tra gli alloggi e il vitto offerto ai lavoratori. Sono in corso altri accertamenti per verificare eventuali abusi edilizi per la presenza di alcune piccole casette all’interno dello stabile.