Boom dei pagamenti elettronici, Confartigianato: “Commissioni ancora alte”

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La moneta elettronica, tra bancomat e carte di credito, sta sostituendo i contanti in tutta Italia, Brescia compresa. Si moltiplicano i clienti che si presentano al pagamento con la tessera piuttosto che con le banconote o spiccioli. Così si adeguano anche gli esercizi commerciali montano i Pos. Nella sola provincia di Brescia, tra le attività e le imprese si è diffuso sempre di più, dai 32.248 apparecchi del 2013 ai 33.846 del 2014 e il boom del 2015 con 38.137. In tutto, un aumento di oltre il 18%. Lo certifica anche un report della Banca d’Italia alla quale hanno partecipato piccole e medie aziende che puntano sempre più sui Pos.

“Alle novità ci si abitua quando offrono comodità e sicurezza per i cittadini e la crescita delle operazioni è stata possibile grazie alla maggiore adozione da parte delle imprese – commenta il presidente della Confartigianato di Brescia e Lombardia Eugenio Massetti.- L’unico neo rimane quello delle commissioni, ancora troppo pesanti. Occorre un intervento per far sì che scendano a livelli più più adeguati e si allineino agli standard internazionali”. In Italia lo scorso anno sono stati quasi 111 i miliardi di euro trasferiti senza contanti. Picco storico per il Paese che ha registrato un aumento record del 13,6% nelle transazioni Pos. Nell’ultimo triennio le transazioni elettroniche sono salite a un ritmo otto volte più veloce di quello dei consumi.

L’analisi dei dati dell’Istat sull’Ict nelle famiglie evidenzia anche che sono 13,2 milioni gli italiani che utilizzano servizi bancari via internet, pari al 41,3% degli utenti internet. Nel dettaglio, la quota è più elevata nei comuni dell’area metropolitana (48%) e negli adulti relativamente più giovani (48,7% tra 35 e 44 anni). Si osserva un gap di genere di quasi dieci punti, con il 46% degli uomini che utilizzano i servizi di home banking a fronte del 36,3% delle donne; nella classi di età più giovani il divario scende in modo vistoso e tra per giovani tra 25 e 34 anni si riduce a 3,3 punti. In chiave territoriale, la quota più elevata nel nord (49,1%) seguita dal centro (41,1%) e dal Mezzogiorno (28,8%).

La regione con la maggiore quota di navigatori che effettuano operazioni di home banking è la Valle d’Aosta con il 54,5%, seguita dal Veneto con il 50,1%, Friuli-Venezia Giulia con il 50%, Piemonte e Lombardia con il 49,2%. Le quote più contenute in Puglia (27,7%), Calabria (24,8%) e Campania (23,2%). Nel 2015 sono state oltre 3 milioni le imprese – pari al 69,7% di quelle non agricole – in possesso di servizi informativi e dispositivi di home banking, con cui ricevere informazioni e attivare per via telematica operazioni di pagamento.

La quota è salita di 6,4 punti nell’ultimo anno. Inoltre, vi sono oltre 2 milioni di imprese – il 45,5% del totale – utenti dei servizi di corporate banking, servizi che permettono sia di inviare disposizioni di pagamento o di incasso sia di ricevere informazioni relative allo stato dei conti con riferimento a una pluralità di banche. La quota di utenti di corporate banking è salita di 4,8 punti nell’ultimo anno. E Brescia? “La percentuale di imprese, in possesso di servizi di home banking con cui ricevere informazioni e attivare per via telematica operazioni di pagamento – conclude Massetti – è salita di quasi 10 punti percentuali solo nell’ultimo anno, ed ora sette imprese su dieci ne sono provviste”.