Antimafia, a Brescia inaugurata sede della Dia. “Territorio sottostimato”

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Stamattina a palazzo Martinengo Colleoni, in via San Martino della Battaglia, in città, è stata inaugurata la nuova sede della Dia, Direzione Investigativa Antimafia. L’organo ha trovato spazio nei locali concessi gratuitamente dal comune. Erano presenti tutte le massime istituzioni a livello locale, regionale e nazionale. Tra loro, il capo della Polizia di Stato Franco Gabrielli, i parlamentari bresciani e il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni con alcuni membri della giunta e del Consiglio del Pirellone. A fare gli onori di casa il sindaco Emilio Del Bono con il prefetto Valerio Valenti e, in rappresentanza della magistratura, tra gli altri, il procuratore generale di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso.

“Il territorio di Brescia è stato sottostimato per troppo tempo – ha commentato Gabrielli – non si è tenuto conto della complessità del territorio. Stiamo rivedendo gli organici e riconosceremo a Brescia l’importanza che merita. Avremo una giusta attenzione, che non è una concessione o un’elemosina, ma il riconoscimento di una complessità. Bergamo, Brescia, ma anche Foggia e Caserta sono luoghi dove la complessità dei territori non ha trovato riscontro nelle previsioni degli organici. Ma ci stiamo lavorando. Brescia – ha aggiunto – rispetto agli organici del 1989 ha un piccolissimo deficit, quando invece lo stesso rapporto numerico tra abitanti e forze di polizia dimostrano che c’è uno spread molto più significativo.

Secondo gli organici previsti, Brescia non sta così male, anzi basti pensare che il disorganico della Polizia di Stato a livello nazionale e del 13,5% e a Brescia è solo del 2%. Allora il tema è un errore di prospettiva quando in passato a questo territorio è stato attribuito un organico non adeguato. Rivedere sì l’organico di Brescia, ma tentare di immettere quante più possibile forze nuove. Sono processi che hanno bisogno di tempo”. Tra i presenti è intervenuto anche il pg Dell’Osso. “La Dia è a Brescia perché ‘ndrangheta, camorra e mafia sono state sottovalutate da decenni. Da oggi possiamo davvero combattere la criminalità organizzata” ha detto.

Mentre il direttore generale della Dia Nunzio Ferla parla di “molta domanda di Dia in Italia. Questa sede è frutto di uno sforzo eccezionale di tanti soggetti. Adesso l’ulteriore sforzo deve essere fatto per implementare l’organico”. A loro si è aggiunto l’intervento in una lettera inviata dalla presidente della commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi.

“Oggi si raggiunge un traguardo importante che premia la determinazione con la quale il procuratore generale Dell’Osso, i vertici della Dia, della Polizia di stato e con il contributo dell’amministrazione comunale hanno perseguito un obiettivo strategico nella lotta alla criminalità nel nord Italia – scrive la parlamentare.- La Dia in questo territorio si trova ad affrontare una mafia di stampo ‘ndranghetista che cerca di penetrare nel tessuto produttivo e sociale e per questo è sempre più sfuggente e insidiosa nella sua capacità di corrompere e infiltrarsi nell’economia legale e nella pubblica amministrazione.

La commissione antimafia aveva raccolto e rilanciato fin dal dicembre 2013 le preoccupazioni per le carenze di personale e di forze investigative nella Lombardia orientale. La presenza di una struttura della Dia, costituita solo all’inizio del 2015, era quindi diventata urgente e necessaria, non solo alla luce delle verifiche per i lavori su Expo che avevano coinvolto imprese di questo territorio, ma anche per la presenza di molteplici attività della criminalità organizzata, specie di quelle a contatto con il mondo finanziario e societario”.