Gardone, alla Beretta ecco gli occhiali “intelligenti” creati dagli studenti

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Sabato all’istituto scolastico “Carlo Beretta” di Gardone Valtrompia è stato presentato il progetto “Smarterworkplace” che rientra fra le attività di collaborazione fra gli alunni delle classi quarte e quinte con l’azienda informatica Edm srl di Sarezzo. Presenti il dirigente Stefano Retali e il direttore generale dell’azienda Roberto con protagonisti i giovani ricercatori. Si è puntato sullo studio e la ricerca di soluzioni informatiche per far dialogare un sistema informativo (erp) che gestisce i dati di una azienda e degli smart glasses, occhiali intelligenti in grado di aggiungere informazioni a ciò che l’occhio umano può vedere e creando situazioni di realtà virtuale aumentata.

Grazie a lenti munite di uno schermo interno sul quale possono essere proiettate immagini e documenti di ogni genere e tipo. Adatto per ambienti industriali, l’impiego degli smartglasses consente di avere a disposizione subito documenti e informazioni, spostarsi liberamente negli spazi e operare a mani libere. Le possibilità di applicazione di questi dispositivi sono molteplici e adattabili alle esigenze e ogni operatore in base alle proprie necessità potrà visualizzare disegni, documentazioni tecniche, cicli di controllo, schede di attrezzaggio o identificare merci e unità di carico. L’idea di includere nel progetto madre gli occhiali “intelligenti” è dell’Edm in occasione del rinnovo della convenzione sugli stages degli alunni dell’Itis Beretta e per un progetto di collaborazione ambizioso e impegnativo.

Non più la semplice settimana di “tirocinio”, ma la conduzione di un progetto che vedesse coinvolti dodici alunni per due pomeriggi alla settimana per due anni. Tutto questo nell’ambito delle linee guida del ministero dell’Istruzione sull’alternanza tra scuola e lavoro. Promuovere una nuova visione di fare formazione, rafforzare le collaborazioni virtuose fra istituti scolastici e realtà produttive locali perché le prime diventino sempre più “la scuola del territorio”. Così gli smartglasses si legano all’indirizzo meccanica, elettronica e informatica della scuola, alla vocazione produttiva della valle fatta di aziende metal meccaniche di produzione. Così come per i clienti che richiedono flessibilità, economia e qualità e per i ragazzi che, primi utenti di smartphone, tablet e dispositivi attuali, trovano più interesse.

“I ragazzi sono gli specialisti del futuro, devono lavorare sulle tecnologie del futuro per dare continuità al nostro territorio e alla sua vocazione” dice Marra. La scuola ha aderito alla proposta, collaborato e sostenuto Edm e i ragazzi nel portare avanti il progetto iniziato due anni fa e giunto al termine. Poi gli stessi giovani hanno illustrato l’oggetto e i risultati. La ricerca aveva come scopo l’utilizzo degli smartglasses in ambito industriale per consentire a un qualsiasi operatore di reparto di reperire e visionare all’interno degli occhiali informazioni utili al suo lavoro operando nello spazio a mani libere. La navigazione senza mani è resa possibile attraverso l’impiego dei sensori posti sugli occhiali che, rilevando precisi comandi della testa o della voce, possono richiamare all’interno degli occhiali dati e documenti che risiedono all’interno del sistema informativo di un’azienda.

Per questa ragione il lavoro dei ragazzi si è focalizzato sullo studio dei sensori, come bussola, giroscopio, comando vocale e telecamera (normalmente presenti sugli smartglasses) per individuare fra questi dispositivi quelli più adatti a svolgere le funzioni di ricerca e interrogazione dei dati senza ricorrere all’uso delle mani. Dallo studio sui sensori sono passati alla realizzazione di pannelli per la visione di oggetti grafici (disegni, documenti, istogrammi) e comandi di selezione guidati solo dall’uso della voce e di un puntatore ottico interno agli occhiali interamente sviluppato dai ragazzi. Altre funzioni sono state rese possibili spostando la testa a destra e a sinistra per scorrere da un documento all’altro o guardando verso l’alto per annullare un’operazione.

Gli studenti hanno potuto svolgere questa esperienza al fianco degli specialisti di Edm che li hanno guidati nelle diverse fasi della ricerca, potuto confrontarsi con problemi reali e complessi tra studio e sviluppo di sistemi avanzati, sperimentato stili e metodi di lavoro, respirato il clima e le routine quotidiane di un vero ambiente di lavoro. “Senza dubbio si tratta di un’alleanza virtuosa con le aziende del territorio – ha detto Roberto Pollione, responsabile degli stage per conto dell’Itis – quella avviata negli ultimi due anni con Edm è la vera essenza dell’alternanza scuola-lavoro. Non solo portiamo i ragazzi nelle aziende, ma le aziende stesse diventano protagoniste dei piani scolastici per migliorare la conoscenza reciproca e avvicinare il mondo della scuola a quello del lavoro.

Da sempre il Beretta crede nella collaborazione con le aziende del territorio che a loro volta partecipano ai progetti investendo su formazione e risorse umane”. L’esperienza che si conclude con la presentazione degli occhiali “intelligenti” non finisce qui, ma per il prossimo anno è già pronto il nuovo progetto “Notifica nelle applicazioni”, cioé la possibilità di ricevere su qualsiasi dispositivo (smartphone, tablet, pc,…) una notifica (allarme o avviso) che segnala un evento di qualsiasi natura come il completamento di un’attività, una procedura andata a buon fine o una “ti è arrivata una mail”. In ambito industriale potrà essere impiegata per avvisare o trasmettere indicazioni utili agli addetti di reparto.

“Ci auguriamo che collaborazioni come queste possano continuare ad esistere per il bene comune del nostro territorio – conclude Marra – perché queste esperienze siano per le prossime generazioni di studenti occasione di crescita professionale e personale e per le imprese locali un’opportunità per promuovere la qualità del proprio lavoro, della competitività complessiva nonché l’assunzione di uno specifico ruolo formativo”.