Anno giudiziario a Brescia, Castelli: “Furto in casa è reato più diffuso”

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Molte autorità – civili, politiche e religiose (presenti il sindaco Emilio Del Bono, il vescovo Luciano Monari e i deputati Mariastella Gelmini e Matteo Colaninno) – sono intervenute stamattina alla Corte d’Appello di Brescia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. I riflettori si sono rivolti verso il presidente Claudio Castelli e la sua relazione sullo stato della giustizia nell’ambito del distretto bresciano.

“Abbiamo una giustizia che va male in alcune parti d’Italia perché ci sono molte Italie, ma la parte dove stiamo noi è uno degli esempi positivi” ha commentato Castelli nel corso dell’intervento. Poi ha dato spazio anche ai numeri dell’organico. “Una notizia positiva che aspettavamo da tempo e che nel 2016 si è finalmente concretizzata è l’aumento di organico della magistratura del distretto, salito complessivamente di 23 unità”.

La relazione si è poi concentrata sui reati che la giustizia è stata chiamata ad affrontare, tra tipi e numeri. Se sono in generale calo, a partire dalle rapine a quota 1.460, al contrario sono aumentate le denunce per stalking (744) ed estorsioni (732). Ma il reato più diffuso, ha detto Castelli, “resta quello di furto soprattutto in abitazione”.

E a proposito dei tempi della giustizia, il presidente della Corte d’Appello ha evidenziato “dati positivi con una riduzione delle pendenze e un miglioramento dei tempi. Abbiamo però dati inquietanti perché ogni prescrizione dichiarata è una sconfitta per la giustizia. Una modifica normativa è indispensabile per far sì che la prescrizione non diventi obiettivo del processo” ha concluso.