Iseo, giornata della memoria, all’Antonietti una mostra sui laboratori nazisti

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In occasione della Giornata della Memoria, che si celebra il 27 gennaio, le classi 5R e 5S dell’istituto “Antonietti” di Iseo, coordinate dai docenti Marco Purpura, Elisabetta Borghesi e Anselmo Palini, propongono l’esposizione della mostra “Perché non accada mai più. Ricordiamo”. E’ basata sul progetto nazista T4 di sterminio di anziani e disabili, che rappresentò la prova generale della Shoah. Questa mostra, realizzata dall’Anffas dell’Emilia Romagna, è stata messa a disposizione dell’istituto iseano dalla sezione di Brescia.

Mercoledì 25 gennaio alle 8,30, nell’aula di Scienze dove la mostra verrà esposta, ci sarà l’inaugurazione con la presidente di Anffas Brescia Maria Villa Allegri, il sindaco di Iseo Riccardo Venchiarutti e il vicepreside Vincenzo Carola. Da mercoledì 25 a lunedì 30 le diverse classi dell’istituto potranno visitare la mostra, guidati dagli studenti delle due quinte, che da dicembre stanno lavorando all’iniziativa. Nel pomeriggio di venerdì 27 e sabato 28 mattina anche i genitori degli studenti e la cittadinanza potranno visitare l’esposizione con la guida degli alunni.

Tiergartenstrasse 4 (da qui “Progetto T4”) è l’indirizzo di una palazzina di Berlino espropriata a un ebreo. Lì erano gli uffici che coordinarono il progetto di eliminazione di disabili, anziani, malati mentali, esseri considerati “improduttivi” e “non coerenti” con i canoni della razza ariana. Le prime vennero riunite in alcuni centri di raccolta e infine trasportate nelle sei cliniche della morte, lontano dai luoghi di residenza delle persone coinvolte, dunque non accessibili ai familiari di chi era ricoverato. La realizzazione di questo progetto venne sollecitata direttamente da Hitler con una dell’1 settembre 1939, data d’inizio della seconda guerra mondiale.

Il progetto T4 verrà interrotto ufficialmente l’1 settembre 1941 quando le denunce del vescovo Clemens August von Galen resero di pubblico dominio in Germania e all’estero questa pratica di eutanasia contro disabili, anziani e malati di mente. In quei due anni circa 300 mila persone vennero uccise perché considerate “indegne di vivere”, “esseri improduttivi che pesavano sulle casse dello Stato” e in grado di “inquinare” la purezza della razza. Il progetto continuò, però, nel chiuso delle cliniche e delle case di cura, lontano da occhi indiscreti. L’idea di esporre questa mostra vuole portare a conoscenza degli studenti e della popolazione questo aspetto poco conosciuto della barbarie nazista.