Lonato, multa a discoteca per 74 addetti irregolari. La replica del locale

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I primi controlli erano già stati effettuati alla fine di ottobre, al momento dell’inaugurazione, ma la Guardia di Finanza di Desenzano del Garda ha voluto approfondire la situazione con un altro blitz pochi giorni fa, all’apertura della stagione invernale. Le Fiamme Gialle sono entrate alla discoteca “Sesto Senso” di Lonato verificando la situazione di tutti gli addetti che lavorano nel locale notturno. Ed è emerso che su 75 impiegati, solo uno era regolare e con contratto a tempo indeterminato. Gli altri, invece, operavano tutti in modo irregolare. In particolare, 40 lavoravano in “nero”, senza alcuna forma legale di collaborazione, mentre gli altri 34 non avevano attivi in via preventiva i voucher obbligatori per ogni ora di lavoro.

L’operazione della Finanza è maturata nell’ambito delle consuete attività di contrasto all’illegalità e al lavoro sommerso. Tutti i dipendenti finiti nel mirino per la loro posizione contributiva e salariale sono ballerini, addetti alla sicurezza, guardaroba, camerieri e barman. Così il titolare si è visto notificare una maxi multa da 85 mila euro. E’ la somma dei 1.500 euro per ogni lavoratore in “nero” e 800 per ciascuno di quelli irregolari. Ma non si è fatta attendere la replica dall’amministrazione del locale, riportata dall’edizione online bresciana del Corriere della Sera. “Per quanto sia, a volte, complicato destreggiarsi nel dedalo di norme che governano il mercato del lavoro, il Sesto Senso ha sempre operato nel pieno rispetto della legalità, retribuendo in maniera regolare tutti i suoi collaboratori.

Rispettiamo in maniera incondizionata il lavoro della Guardia di Finanza ma, interpellati i nostri legali, abbiamo fondate ragioni di ritenere che – fornite tutte le spiegazioni del caso – la vicenda risulterà, al termine dei vari procedimenti, fortemente ridimensionata. Tutti i dipendenti del locale erano – e sono a tutt’oggi – regolarmente retribuiti e la cosiddetta ‘mancanza di attivazione preventiva dei voucher’ è soltanto un banale vizio di forma ascrivibile alla natura prettamente notturna della nostra attività che si snoda notoriamente ‘a cavallo’ di due giorni lavorativi. Da qui l’equivoco che non può, in alcun modo, prefigurare i presupposti di un’azione dolosa. E su questo, i nostri uffici legali hanno già provveduto ad inoltrare formale ricorso.

Se il nostro modus operandi non è stato del tutto conforme alle norme sul lavoro ce ne assumeremo la responsabilità nelle sedi opportune e pagheremo all’erario ciò che è dovuto, ma respingiamo con forza l’immagine, del tutto fuorviante e inappropriata, di un’attività professionale fondata sul ‘sommerso’. Il nostro lavoro continua ovviamente in maniera regolare, così come il calendario dei nostri eventi. Il Sesto Senso ha sempre operato in simbiosi con il territorio che ci ospita, contribuendo – crediamo – in maniera importante ad innalzare il livello dell’offerta dell’entertainment. Non sarà questo piccolo ‘incidente di percorso’ a modificare i nostri progetti imprenditoriali che restano, con piena convinzione, incentrati su questa area” conclude l’amministrazione.