10 milioni “sporchi” tra Italia e Svizzera, sequestri per riciclaggio

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Gli agenti della Guardia di Finanza, della polizia di Stato e della questura di Brescia oggi hanno sequestrato 10 milioni di euro, in beni e denaro, tra Italia e Svizzera nell’ambito di un’operazione per riciclaggio. Si tratta di “Pecunia olet” con cui è stato ricostruito il percorso del denaro “sporco, cioé derivante da reati tributari e fallimentari e reimpiegato. I dettagli sono stati resi noti durante una conferenza stampa alla procura di Bergamo, città in cui si trova il dominus dell’attività.

Il sequestro dell’ingente quantità di soldi e valori segue l’operazione “Mercato libero” con cui nel 2014 era stata sgominata un’associazione a delinquere da parte della procura di Brescia. In quell’occasione vennero arrestate nove persone, di cui alcune ritenute legate alla ‘ndrangheta. Le forze dell’ordine bresciane hanno poi continuato l’attività investigativa per identificare la destinazione del denaro guadagnato in modo fraudolento. Così, d’intesa con la procura di Bergamo, si sono controllati i conti bancari accertando il riciclaggio tra Italia ed estero tramite la rogatoria.

E’ quindi nata l’operazione “Pecunia olet” con cui, nei conti in Svizzera (il segreto bancario non c’è più) sono state trovate diverse società off-shore che avevano incassato il denaro “sporco”. A capo di tutto c’era una donna bergamasca, Isabella Sirani di 41 anni, imprenditrice edile residente in Svizzera. Lei avrebbe svuotato società intestate a prestanome per poi spostare il denaro su conti esteri legati a realtà “vuote” con sedi a Panama, British Virgin Islands e Marshall Islands, gestite da fiduciarie svizzere. I sequestri, disposti dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Bergamo, hanno interessato il territorio italiano, ma anche quello svizzero attraverso una rogatoria.