Concesio, Salvalai vince il primo Paolo VI di arte contemporanea

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Proclamato il vincitore della prima edizione del Premio Paolo VI per l’arte contemporanea. Il concorso, promosso dall’Associazione Arte e Spiritualità (ente gestore del museo Collezione Paolo VI – arte contemporanea di Concesio), premia le migliori proposte sul tema della spiritualità di artisti italiani o stranieri, con particolare attenzione ai talenti emergenti. Ad aggiudicarsi il riconoscimento è Daniele Salvalai.

thumbnail_daniele-salvalai-con-osservatorio-2011%2c-una-delle-opere-del-progetto-vincitoreClasse 1979, vive e lavora tra Zone (Brescia) e Milano, e attualmente è docente di Scultura all’Accademia di Belle Arti di Verona. Si è diplomato in Scultura nel 2004 all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, dove, in seguito, è stato docente di Tecniche della scultura. Vincitore di numerosi premi (tra cui il Premio San Fedele e il Premio di Scultura Antonio Canova nel 2011 e il Premio Cramum nel 2013), ha recentemente esposto all’Accademia Tadini di Lovere. La sua opera “Alveare” è inserita nel percorso di Arte Sella.

Daniele Salvalai è stato scelto come vincitore dalla giuria, costituta dal direttore Paolo Bolpagni e dal Comitato scientifico del museo (composto da Sandro Barbagallo, Luciano Caramel, Cecilia De Carli e Paolo Sacchini), con la seguente motivazione: «la proposta è stata molto apprezzata sia per l’aderenza piena alle tematiche indicate nel bando di concorso, sia per le sue intrinseche qualità linguistiche, sia, infine e soprattutto, per la felice ed efficace modalità con la quale i due aspetti, contenutistico e formale, trovano una congiunzione unitaria e coerente».

Il progetto, selezionato tra quelli dei ventuno partecipanti (fra i quali la giuria aveva selezionato tre finalisti), prevede l’allestimento di alcune sculture e installazioni recenti di Salvalai, in un percorso di intensa valenza simbolica.

Nei prossimi mesi il progetto vincitore sarà oggetto di una mostra personale dell’artista nel nuovo spazio espositivo del museo (che ora ospita, fino al 17 dicembre, una mostra personale di Marco La Rosa), creato nell’ottica di un ulteriore incremento dell’attività culturale ed espositiva della Collezione Paolo VI.