Libri, “Maree di Mezzanotte”, il quinto capitolo della saga firmata Steven Erikson

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Serie: Il Libro dei Caduti di Malazan – Vol. 5

Titolo: Maree di Mezzanotte

Autore: Steven Erikson

Pagine: 890 pp., copertina flessibile

Editore italiano: Armenia

Trama: La riscoperta di un arcaico artefatto ormai dimenticato semina morte e distruzione nel mondo. La guerra tra l’antica genia dei Tiste Edur e i Lether prosegue senza posa; questi ultimi hanno assoggettato tutti i popoli vicini, tranne i rivali del momento. Il conflitto, anche se rappresenta la continuazione di una battaglia tra esseri ancestrali, evoca in qualche modo il nostro mondo. Difatti la società dei Lether segue scrupolosamente i dettami del libero mercato e molti dei suoi cittadini, a vari livelli, vivono al di sopra dei propri mezzi e si sono indebitati fino al collo. I Tiste Edur, invece, hanno impostato la propria esistenza alla luce di concetti quali l’onore e lo spirito comunitario, ma la loro società rischia di crollare nel momento in cui viene a scontrarsi con la rapacità dell’espansionismo commerciale dei Lether, che richiede instancabilmente nuove risorse oltre che nuovi sudditi da sfruttare.

883443031Da tempo aspettavo di leggere questo romanzo. Troppi erano stati i giudizi discordanti giunti alle mie orecchie. Chi lo reputava un capolavoro, il miglior libro della saga, chi invece monotono, lento e perfino noioso, tanto da faticare nel prosieguo della lettura. Non nascondo il fatto che ero preoccupato: possibile che Erikson, dopo autentici gioielli come “Memorie di Ghiaccio” e “La Casa delle Catene”, possa aver scritto un libro noioso? Come si sa, tutti possono fare un passo falso, ma… a mio avviso, non è questo il caso.

Il romanzo è una specie di prequel all’interno della saga stessa e questo espediente rende ancora più affascinante la storia raccontata da Erikson, che regala, nuovamente, un magnifico affresco narrativo dai disegni e colori incredibili.

L’autore riesce a rendere credibile l’intera schiera di personaggi, che essi siano nobili, persone umili, divinità, figure leggendarie e demoni. Come sempre non ne mancano di strepitosi che, trasmettendo emozioni differenti, accendono l’anima, coinvolgono nella storia e inducono a riflettere su questioni anche attuali. Da ricordare Trull Sengar, già conosciuto nel quarto volume, i suoi fratelli Fear, Binadas e Rhulad, Hannan Mosag, Udinaas, Seren Pedac, i tre fratelli Hull, Brys, e Tehol Beddict, quest’ultimo in particolare per la sua personalità frizzante e alcuni spassosissimi dialoghi con il suo servo Bugg, altro gran personaggio.

Tutto è concepito con maestria, dalle ambientazioni – con la solita impareggiabile resa sensoriale – all’uso della magia, mai troppo chiara, che, rimanendo in parte nebulosa, mantiene viva la curiosità del lettore. Un mondo enorme, sempre in fase di espansione, con nuove regole da seguire e nuovi dettagli da memorizzare.
Erikson tiene alto il livello della storia anche in “Maree di Mezzanotte”, invogliando il lettore a scoprirne di più, in quanto si dimostra maestro non solo nella creazione di trame e personaggi, ma soprattutto nell’insinuare dubbi e misteri che non vedono l’ora di essere risolti e scoperti.

Non volendomi dilungare troppo, ad esempio con confronti con altre opere che intendo fare solo a saga conclusa, mi sento di ribadire che “Il Libro Malazan dei Caduti” è giustamente inserito nell’olimpo della letteratura fantasy epica e occupa sicuramente uno dei posti più importanti in assoluto. 

Alla prossima recensione con “I Cacciatori di Ossa”.