Brescia, caso aflatossine, prima condanna per il latte contaminato

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Oggi dal tribunale di Brescia è arriva la prima condanna nell’ambito del processo aperto dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani con le accuse rivolte ad allevatori e produttori per il latte contaminato da aflatossine. Il capo di imputazione formale è di adulterazione di sostanza alimentare.

Le aflatossine, infatti, sono un batterio che i bovini rischiano di assumere nel momento in cui si nutrono dei mangimi. E in concentrazioni oltre i limiti è fuori legge e rischia di diventare pericoloso. Così il titolare di un caseificio di Castenedolo ha patteggiato 1 anno e otto mesi.

Nella sua struttura erano state sequestrate 300 forme di formaggio prodotte con latte contaminato. Il processo fa parte della maxi inchiesta avviata dalla procura di Brescia e che ha portato iscrivere 130 persone nel registro degli indagati.