Bresciano in video, “sono prigioniero in Siria”. Ma ci sono dubbi

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“Mi chiamo Sergio Zanotti e da sette mesi sono prigioniero qui in Siria. Prego il governo italiano di intervenire nei miei confronti, prima di una mia eventuale esecuzione”. Le frasi provengono dalla voce, in italiano, di un uomo inginocchiato a terra, all’aperto, che indossa una lunga tunica bianca. Alle sue spalle c’è un individuo in piedi, con il volto coperto e che imbraccia un kalashnikov. E’ tutto contenuto in un video di pochi secondi pubblicato stamattina online dal giornale russo “Newsfront”.

E nello stesso articolo viene mostrato un post su Facebook di un certo Almed Medi accompagnato dallo stesso uomo, stavolta in piedi e da solo, ma sempre con un cartello in mano. E la persona in questione sarebbe un 56enne bresciano di Marone. In effetti dal video si percepisce la cadenza dialettale dell’uomo. In più si parla di jihadisti. Secondo quanto riportano le agenzia di stampa italiane che rilanciano quanto scritto da “Newsfront”, l’uomo è prigioniero di un gruppo armato non identificato in Siria, da sette mesi.

Nel video l’ostaggio chiede l’intervento del governo italiano. Stando all’Unità di Crisi del ministero degli Esteri, le autorità italiane sono a conoscenza del video da diversi giorni e stanno seguendo il caso. L’agenzia Ansa, che ha interpellato le fonti investigative, conferma il sequestro. L’uomo è tra gli olivi e con alle spalle un vestito di nero e con il volto coperto. Sembra che sul cartello portato dall’ostaggio ci sia scritto 15 novembre 2016. Il video, secondo gli investigatori italiani, gira online da una settimana e non sembra “univoco”.

Secondo l’Ansa, per quanto con la barba lunga, l’uomo non appare nelle immagini particolarmente provato dai presunti sette mesi di prigionia. Gli investigatori, che stanno ricostruendo i movimenti del 56enne, avrebbero accertato che effettivamente alcuni mesi fa Zanotti è partito dall’Italia verso la Turchia, dove si sono perse le sue tracce.