Libri, “La Casa delle Catene”, quarto della saga di Steven Erikson

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Serie: Il Libro dei Caduti di Malazan – Vol. 4

Titolo: La Casa delle Catene

Autore: Steven Erikson

Pagine: 909 pp., copertina flessibile

Editore italiano: Armenia

Trama: “Nel nord di Genabackis una turba di bellicosi guerrieri scende dalle alture verso le pianure del meridione. Il loro intento è quello di far scempio delle disprezzate genti dei bassopiani, senonché per un guerriero chiamato Karsa Orlong sembrano aprirsi le premesse per uno straordinario destino. Qualche tempo dopo si manifestano le conseguenze degli eventi legati alla Catena dei Cani. L’Aggiunta Tavore, la nuova inviata dell’imperatrice, benché inesperta, si ritrova a fronteggiare un’ardua impresa: trasformare dodicimila soldati – per lo più reclute prive di esperienza, esclusa una manciata di veterani di Coltaine – in una forza in grado di affrontare le legioni della veggente Sha’ik, in attesa nel Deserto Sacro. Con i suoi condottieri adirati l’uno con l’altro, Sha’ik è ossessionata dalla consapevolezza che la sua nemesi è sangue del suo sangue, carne della sua carne…”.

817x9fntqxlDopo il capolavoro che è “Memorie di Ghiaccio” – terzo volume della saga – seppur aspettandomi un grande romanzo, non pensavo di leggere qualcosa allo stesso livello, soprattutto dopo aver ascoltato alcuni giudizi in merito. Con queste premesse ho iniziato a leggere il libro e devo dire che, inizialmente, mi sono ritrovato un po’ spiazzato: non solo per i nuovi personaggi (circostanza però normale in Erikson), ma anche perché catapultato in una storia che sembra scollegata a tutto ciò che è stato letto nei volumi precedenti. La trama, comunque, risulta scorrevole e, inaspettatamente, lineare.

Continuando su questa strada, all’improvviso arriva la scintilla che incendia il romanzo e da quel punto ti ritrovi in uno strepitoso intreccio di trame, con personaggi eccezionali (Karsa, Tavore, Gamet, i soldati malazan, Sha’ik, Leoman, solo per citarne alcuni), che ti tengono incollato fino alla fine del romanzo. Non mancano le sorprese, misteri – alcuni nuovi altri svelati – azione e la vibrante attesa di momenti significativi, che percorrono quasi per intero la storia. Il tutto rientra perfettamente nel grande e complesso schema dell’autore, che ancora una volta si dimostra maestro (indiscusso) in quello che elabora e poi scrive.

“La Casa delle Catene” mi è piaciuto moltissimo, tanto da avvicinarlo, come valutazione, a “Memorie di Ghiaccio”, che forse rimane, per il momento, il miglior romanzo della saga (ma il giudizio è fortunatamente qualcosa di soggettivo). Questo, però, non toglie il fatto che il quarto volume sia un libro incredibile, che mostra nuovamente quanto sia ben organizzato l’intero “schema Malazan”, che richiede, sì, una profonda attenzione, ma che viene completamente ripagata con una dose di forti emozioni, impagabili e, credo, imprescindibili per un lettore di fantasy.

Alla prossima recensione con “Maree di Mezzanotte”.