Sarezzo, Acciaierie Venete, polveri di cesio 137 spostate nel bunker

0

270 tonnellate di scorie contaminate da cesio 137 “riposeranno” per tre secoli a Sarezzo. La vicenda riguarda le Acciaierie Venete di via Antonini, nel paese della Valtrompia. All’interno dello stabilimento, da aprile a settembre è stato costruito un bunker in cemento armato e resistente alle calamità naturali per dare spazio alle polveri radioattive. Sono circa 300 metri quadrati di spazio che ospitano diversi contenitori carichi dei materiali pericolosi.

Dopo la chiusura del cantiere per la costruzione, a settembre, erano iniziati i lavori di spostamento in sicurezza delle polveri verso il bunker impermeabile. Le operazioni, seguite dal comune tramite l’assessore all’Ambiente Fabio Ferraglio, i vigili del fuoco, i militari delle forze dell’ordine e il prefetto Valerio Valenti, sono terminate pochi giorni fa. Tutto era partito nel 2007: un carico di rottami proveniente dall’azienda saretina aveva raggiunto un’altra sede dove dei sofisticati macchinari avevano rilevato la presenza di alcuni materiali al cesio 137.

Si trattava solo di una piccola parte rispetto a quanto è stato poi scoperto nella fonderia di Sarezzo. Così si è messo mano alla rosa delle soluzioni, ma la legge parla chiaro. Visto che non esiste a livello nazionale un sito di stoccaggio, le polveri devono rimanere in azienda. Quindi tutti i progetti e le iniziative arrivate negli anni successivi sono stati messi da parte a favore del bunker.

Qui le polveri radioattive resteranno 300 anni, almeno che non venga individuato un luogo a livello nazionale. In quel caso il carico sarà trasferito, togliendo l’incombenza all’azienda. Ma al momento deve tenersi in “casa” la “bomba radioattiva” schermata e al sicuro.