“Catalogna Bombardata”, a Brescia la mostra su 80 anni da guerra civile

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Ieri come oggi: la guerra, le bombe, i profughi, le vittime civili. “Catalogna Bombardata” è una mostra di immagini e testimonianze a ottant’anni dalla guerra civile spagnola (1936-1939), raccolte in una mostra itinerante (26 pannelli e 15 sezioni in doppia lingua, in italiano e in catalano) che dopo il grande successo in terra spagnola, in Catalogna ma anche in Messico, viene riproposta in Italia. Sarà allestita in diverse città italiane e per tutto il 2016.

Le date: Meina (Novara), Museo Chalet di Villa Faraggiana, dal 28 febbraio – Sestri Levante (Genova), Palazzo del Comune, dal 19 marzo – Bergamo e Dalmine, dal 13 aprile – Venezia Cà Foscari, dal 19 aprile – Sesto Calende (Varese), sede Anpi, dal 23 aprile – Rovato (Brescia), il 7 maggio – Bologna, Istituto Parri, dal 3 maggio – Genova, Palazzo Ducale, dal 10 maggio – Savona, Palazzo della Provincia, dal 24 maggio – Castelfranco Emilia (Modena), Villa Sorra, dal 2 giugno – Moniga del Garda (Brescia), dal 24 giugno – Cuggiono (Milano), dal 26 giugno – Collebeato (Brescia), Festa Anpi, dal 29 giugno – Imola, dal 22 luglio – Brescia, festa Cgil, dal 30 luglio – Laveno (Varese), dal 2 settembre – Lugano (Svizzera), dal 14 settembre – Breno (Brescia), dal 26 settembreBrescia, dal 17 ottobre. Per quanto riguarda Brescia, è in corso fino al 30 ottobre dalle 9 alle 13 al rifugio antiaereo del parco Odorici, in via Odorici 4. Poi sarà dal 15 al 25 novembre all’Itc Abba-Ballini in via Tirandi 3 promossa dalla Fondazione Micheletti.

Nell’80° anniversario della guerra di Spagna e nell’ambito di una campagna triennale per ricordare quella tragica pagina della storia del XX secolo, le associazioni che avevano organizzato nel 2015 la “Mostra sulla Resistenza operaia a Berlino contro il nazismo” – Anpi, Aned, Centro Buonarroti e Logos – hanno deciso di proseguire accogliendo l’invito del Memorial Democratic de Catalunya di Barcellona che già aveva organizzato una mostra per il 75° dei bombardamenti fascisti sulla popolazione civile catalana. Non solo nuvole ad oscurare il cielo: in quegli anni piovevano bombe. Anche italiane. La guerra civile fu il primo conflitto armato in cui l’aviazione rivestì un ruolo decisivo. I ripetuti bombardamenti che colpirono la “zona repubblicana” inaugurarono un nuovo modello di scontro bellico, in cui la retroguardia si convertì in fronte di guerra e la popolazione civile in bersaglio per il nemico. Una pagina poco conosciuta della nostra storia e che contraddice il luogo comune degli “italiani brava gente”.

Le prime bombe della storia cadute sui civili vennero lanciate dagli aerei fascisti di Benito Mussolini. “In memoria di un evento di così grande rilevanza come la commemorazione – spiega Doriano Maglione del Centro Filippo Buonarroti – è doveroso ricordare una vicenda poco conosciuta che ha visto un ruolo decisivo dell’Italia fascista, sia pure in collaborazione con la Germania di Hitler e la Spagna di Franco. I bombardamenti navali e aerei, iniziati il 30 ottobre 1936 su Barcellona e sulla Catalogna, altro non sono che i primi atti terroristici contro i civili di una città militarmente indifesa”. “Assedio”, “Al centro del mirino”, “I bombardamenti su Barcellona”, “Vivere sotto le bombe” e “Luoghi della memoria” sono alcune delle sezioni della mostra visitabile in anteprima sul sito internet.

L’esposizione si compone di quindici pannelli roll-up, in versione bilingue catalano e italiano. Alla campagna aderiscono diversi enti: Generalitat de Catalunya, Memorial Democratic Barcelona, Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, Casa dei Catalani d’Italia, Associazione AltraItalia, Federazione italiana Associazioni Partigiane, Associazione Italiana Volontari Antifascisti di Spagna, Anpi, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani, Fondazione Memoria Deportazione, Fondazione Aldo Aniasi, Associazione Nazionale ex Deportati, Istituto Gaetano Salvemini, Istituto Parri, Archivio storico della Federazione Anarchica Italiana, Centro documentazione Labriola, Abmo, Logos e il Centro Filippo Buonarroti. Il programma e il calendario della mostra si trovano sul sito web.