Corrente piccole imprese, più costi. Confartigianato: “E’ passo indietro”

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Nei giorni scorsi il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha annunciato quali saranno gli obiettivi della riforma degli oneri generali del sistema elettrico, finalizzata “al riequilibrio del peso degli oneri tra settore industriale e altri settori e alla riduzione del gap di prezzo per gli energivori”. “Per noi si tratta di un passo indietro rispetto alle ultime positive azioni del Governo, che aveva finalmente riconosciuto lo squilibrio degli oneri a carico delle piccole imprese, mettendo in campo una serie di misure che, sebbene non ancora risolutive, rappresentavano un importante segnale di attenzione su questo problema” commenta il presidente della Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti.

“Attualmente le piccole imprese contribuiscono ancora per il 45% al gettito complessivo degli oneri, mentre le alte e altissime partecipano solo per il 9%. È questo lo squilibrio a cui sarebbe opportuno guardare, non a quello del peso degli oneri per le rinnovabili tra settore industriale e altri settori. Il rischio è quello di creare una sorta di tela di Penelope – prosegue Massetti – da un lato il Governo crea le condizioni per ridurre le bollette delle piccole imprese di 620 milioni all’anno e con il dl 91/2014 taglia le bollette. Ma dall’altro raddoppia le agevolazioni agli energivori a 1 miliardo e mezzo l’anno, gravando nuovamente sulle piccole imprese”.

La cifra destinata dal 2017 alle agevolazioni per gli energivori raddoppia, infatti, il gettito raccolto sulle bollette per questa agevolazione. Infine, si profila l’ulteriore rischio di minare la fiducia nei confronti del mercato libero, in un momento in cui piccole imprese e famiglie stanno per intraprendere un percorso di accompagnamento verso questo mercato. “Dall’1 gennaio verrà avviata la Tutela Simile, per cui le piccole imprese dovrebbero essere invogliate ad andate sul mercato libero da uno sconto degli operatori. Ma se gli oneri, che già oggi pesano per il 40% sulla bolletta di una piccola impresa, a fronte del 20% circa del costo dell’energia, verranno ulteriormente aggravati, il risultato sarebbe un beneficio economico nullo nel passare al mercato libero” sottolinea Massetti.

Ieri la Confartigianato ha indirizzato una lettera al ministro Calenda facendo presente la propria posizione e auspicando “che non si voglia invertire la direzione intrapresa con una riforma che guardi ai settori produttivi e agli sgravi per gli energivori e non al riequilibrio della forte sperequazione tra categorie di partecipanti al gettito. Restiamo in attesa di una risposta, fiduciosi che il ministro possa riconsiderare quanto annunciato nel rispetto delle piccole imprese” conclude il presidente di Confartigianato.