Iseo, via Oncologia, sindaci contrari: “Poteva restare in modo diverso”

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In riferimento alla decisione di chiudere il servizio di Oncologia all’ospedale di Iseo, spostandolo a Chiari già nelle prossime settimane, i sindaci esprimono la propria contrarietà rispetto alle modalità con le quali si è giunti a questa indicazione. Lo scrivono in una nota i primi cittadini Silvia Gares di Paderno Franciacorta, Francesco Pasini (Passirano), Carlo Tengattini (Paratico), Fiorello Turla (Montisola), Riccardo Venchiarutti (Iseo) e Marco Zatti (Zone). Fatta salva la indiscutibile prerogativa dei sanitari sulle scelte che attengono alla salute dei pazienti, i sottoscritti – continua la nota – non possono non farsi carico delle legittime necessità delle comunità che rappresentano.

In questo caso il servizio oncologico, che viene svolto a Iseo da molti anni, poteva continuare ad essere garantito anche con cadenza diversa, assicurando tutti i requisiti di sicurezza che negli anni trascorsi sono evidentemente stati rispettati, visto che nessuno ne ha mai ipotizzato la cancellazione. La decisione di interromperlo in modo repentino, nonostante la disponibilità inizialmente manifestata dal direttore generale, produrrà forti disagi a persone che già versano in stato di fragilità a causa della malattia in corso.

Si sarebbe potuta ipotizzare una diversa modulazione che consentisse a tutto il vasto territorio del Sebino, della Franciacorta e Bassa Bresciana Occidentale di poter usufruire di un servizio articolato in più plessi. Stupisce, in particolare, la determinata opposizione al mantenimento del presidio a Iseo espressa da quei sanitari che hanno sin qui avuto la responsabilità del servizio di Oncologia.

Espressa la contrarietà all’abolizione del servizio (che, ripetiamo, poteva continuare ad essere garantito almeno per un periodo transitorio con la consueta garanzia di tutela dei pazienti) – conclude la nota dei sindaci – i sottoscritti attendono la pubblicazione del POA per vedere assicurato quel potenziamento del plesso ospedaliero di Iseo, che è stato ripetutamente assicurato dal direttore generale e dai vertici dell’Asst.