Soccorso, esercitazione del Cnsas in grotta a Oltre Il Colle (Bg)

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Si è conclusa ieri a Oltre Il Colle, in provincia di Bergamo, un’esercitazione in grotta del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico, per svolgere gli aggiornamenti e approfondimenti legati ai diversi ambiti. Il test è iniziato giovedì coinvolgendo un’ottantina di tecnici da tutta Italia e legati alla IX Delegazione Speleologica Lombarda e arrivati anche da Sardegna, Abruzzo, Umbria, Veneto, Piemonte, Friuli, Toscana ed Emilia Romagna. Presenti anche la commissione nazionale disostruttori, quella medica e la Comunicazione e Documentazione del Cnsas. La grotta, scelta proprio per le sue caratteristiche morfologiche, è la “Laca di Muradei”, a 1.375 metri di altezza, alle pendici del Monte Arera. Esplorata e topografata dal Gruppo speleologico bergamasco “Le Nottole”, fa parte di un complesso carsico sviluppato e profondo, con un’alternanza di cunicoli nei quali si procede in orizzontale, e di pozzi, affrontati in verticale.

Lo scenario di simulazione riguardava una persona ferita e bloccata a una profondità di circa 160 metri. La prima azione consiste nel portare le squadre di primo intervento sul ferito, che viene stabilizzato dai tecnici, abilitati anche per il soccorso sanitario. Ma poco più in alto, a 120 metri dall’ingresso, un meandro lungo e stretto impedisce il passaggio della barella. A questo punto diventa necessario l’intervento dei disostruttori per ampliare i passaggi critici, consentire il transito delle squadre di recupero e il passaggio della barella con il ferito. In contemporanea, le squadre attivano due linee telefoniche, una per i disostruttori e l’altra per i soccorritori, in modo che le comunicazioni tra l’interno della grotta e l’esterno siano immediate e dirette, senza interferenze. Tutto quanto avviene in grotta viene comunicato via radio al campo base, dove vengono dirette le operazioni, allestito per garantire il supporto logistico e rifornimento di materiali.

Gli interventi in ambito speleologico possono anche durare diversi giorni. Le delicate operazioni dei disostruttori avvengono in sicurezza: l’area d’azione è sempre protetta a monte e a valle e anche la composizione dell’aria viene monitorata dagli analizzatori di gas, perché l’incolumità della persona soccorsa e dei tecnici è la priorità. Oltre a perfezionare il coordinamento tra squadre di recupero e disostruttori, sono stati affrontati la formazione e l’addestramento degli aspiranti. I percorsi per acquisire una qualifica come quella di tecnico di soccorso speleologico, disostruttore o responsabile delle operazioni richiedono il superamento di livelli specifici di formazione teorica e pratica e la partecipazione obbligatoria alle esercitazioni.

Un impegno che dura diversi anni, con verifiche periodiche. A tutto questo si aggiunge l’esperienza, che si consolida durante gli interventi reali ed è essenziale per migliorare le procedure e l’utilizzo degli strumenti tecnologici. Esercitazioni e interventi aiutano tutti a lavorare in modo congiunto e consentono di gestire con maggiore consapevolezza le decisioni da prendere e le criticità, più o meno prevedibili, che possono verificarsi durante un’operazione di soccorso.