Libri, “La Dimora Fantasma”, secondo capitolo della saga di Steven Erikson

0

Serie: Il Libro Malazan dei Caduti – Vol. 2

Titolo: La Dimora Fantasma

Autore: Steven Erikson

Pagine: 884 pp., Copertina flessibile

Editore Italiano: Armenia

Trama: Nell’esteso territorio di Sette Città, la Veggente Sha’ik è ormai prossima a dare il via all’insurrezione delle popolazioni sotto il dominio dell’Impero Malazan. Nel Deserto Sacro di Raraku, la rivolta che prende il nome di “Vortice” metterà a dura prova gli eserciti dell’Imperatrice Laseen, costretti così a combattere sanguinose battaglie che segneranno le sorti di molti soldati, condottieri e maghi. Da questo terrificante conflitto germoglieranno leggende che, probabilmente, si protrarranno per molto tempo.

la-dimora-fantasma-2-le-tazzine-di-yokoNel secondo volume della saga, Erikson non delude. Prosegue con tutto ciò che di buono c’era nel primo libro, migliorandolo. Nel mondo notevolmente amplificato, fanno la loro comparsa un nutrito numero di nuovi personaggi, accompagnati, però, anche da alcuni già conosciuti ne “I Giardini della Luna”. Il romanzo è formato da diverse linee narrative, che contano come protagonisti numerosi personaggi: Mappo e Icarium; Fiddler, Crokus, Apsalar; Duiker e Coltaine; Felisin, Heboric e Baudin; Kalam. Se in principio queste micro trame vengono fatte correre in parallelo, ad un certo punto iniziano ad intrecciarsi, sviluppando ottimamente la storia e portando qualche nodo al pettine. Tutte le parti che compongono il libro sono utili al fine della storia, nessun tratto è solamente descrittivo e fine a se stesso. Questo risulta essere, senza ombra di dubbio, un altro punto di forza.

Sempre molto preciso l’utilizzo sensoriale delle immagini, descritte con vivido realismo quasi fosse palpabile, come accade nella descrizione delle sanguinolente battaglie tra l’esercito di Coltaine e quello di Korbolo Dom: Duiker trasmette tutto ciò che prova immerso in quell’inferno di sangue, sabbia e ferro nel bel mezzo del deserto, come a voler rendervi partecipe il lettore. Ne risulta una proiezione cruda e lucida. Magistrale poi è la caratterizzazione di alcuni personaggi, come ad esempio Duiker e Felisin, sondati nei più remoti recessi dell’animo umano. Dolore, morte, tragedie, orrore, tradimenti, ma anche onore, amicizia e lealtà si mescolano nel calderone del racconto, formando un concerto di emozioni che va ad accendere scintille di passione tra i vari personaggi.

Attraverso una prosa più fluida rispetto al primo romanzo, Erikson riesce a raccontare in maniera convincente anche l’evoluzione di un personaggio complesso come Felisin, non smentendosi quando elimina personaggi chiave, dimostrando che nessuno è imprescindibile, in quanto il vero protagonista della saga è il tempo in cui avvengono i fatti narrati. Ovviamente non mancano misteri, vecchi e nuovi, alcuni svelati, molti altri no, che mantengono un alone d’incertezza e accendono ulteriormente la curiosità del lettore, costretto a seguire attentamente lo svolgersi della storia.

Se si volesse trovare a tutti i costi un punto debole al libro, forse bisognerebbe segnalare il rallentamento del ritmo in alcuni frangenti nella linea narrativa di Duiker e Coltaine, che però non va ad alterare il giudizio decisamente positivo sul romanzo. Difficile da considerare una pecca o meno è invece il ruolo marginale affidato all’amore: infatti, le storie sentimentali sono poco analizzate e in certi casi risolte con improvvise e rapide infatuazioni.

Alla prossima recensione con il terzo volume: “Memorie di ghiaccio”!