Salò, successo della 58^ edizione del festival pianistico internazionale

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A Salò una “Estate Musicale” entusiasmante, sul piano dei numeri e della qualità. Un progetto, quello concepito dal direttore artistico Roberto Codazzi, che ha convinto per il sapiente mix di tradizione e innovazione. Passa agli annali la 58esima edizione dell’Estate Musicale del Garda “Gasparo da Salò”, il festival violinistico internazionale che la cittadina gardesana dedica al suo figlio più illustre. L’unico punto dolente è stato il meteo che ha costretto gli organizzatori a rinunciare, tre volte su quattro, al “teatro sotto le stelle” di piazza Duomo, tradizionale sede della rassegna, ma la Cattedrale ha offerto un’alternativa splendida e suggestiva ai concerti che il maltempo non ha consentito di allestire all’aperto.

Piena soddisfazione da parte del sindaco di Salò Giampiero Cipani e dal presidente della Pro loco cittadina Nicola Tranquilli, fortemente impegnati a portare avanti un festival che per Salò rappresenta la punta di diamante della ricca programmazione di eventi, mai come quest’anno varia e articolata. “L’Estate Musicale è il nostro fiore all’occhiello – afferma Cipani – ed è intenzione della mia amministrazione sostenerla e rafforzarla anche in futuro, specie adesso che ci si avvicina all’edizione del sessantennale”. “In effetti il nostro festival– gli fa eco Tranquilli – è tra i più longevi in Italia e noi siamo ben consapevoli di questa responsabilità che ci impone di concepire una manifestazione qualitativamente sempre più importante e al passo coi tempi”.

L’edizione 2016 è stata scandita da quattro eventi di assoluto prestigio accompagnati da un pubblico che ha costantemente riempito piazza Duomo e le navate della Cattedrale. Formidabile il concerto inaugurale che ha visto il violinista Stefan Milenkovich, al debutto alla kermesse salodiana, interprete dei Concerti nn. 1 e 2 di Paganini con l’orchestra I Virtuosi Italiani, un’esibizione esaltante per la facilità con cui il virtuoso di origine serba ha affrontato pagine di inarrivabile difficoltà.

Il secondo evento è stato all’insegna dell’innovazione e ha visto Enrico Rava, il più famoso e stimato jazzista italiano, rimettersi in gioco in un progetto che ha visto il celebre musicista eseguire i suoi standard in una nuova versione per quartetto jazz e orchestra d’archi, elaborati per l’occasione da Corrado Guarino, un grandissimo successo.

Classicissimo, invece, ma non meno interessante il concerto dell’orchestra I Pomeriggi Musicali diretta da Pavel Berman con cinque tra i più talentuosi giovani solisti italiani e un programma di straordinaria bellezza che ha visto eseguire in successione il Triplo Concerto di Beethoven e il Doppio di Brahms. Affascinante, per l’immediatezza e trasversatilità stilistica dei brani, il concerto d’epilogo in Duomo, con solisti il chitarristaLuca Lucini, attualmente il più affermato musicista salodiano, e Mario Stefano Pietrodarchi al bandoneon, con la Gasparo Chamber Orchestra a sostenere il duo in un programma che ha spaziato da Vivaldi a Morricone, dallo struggente Concerto de Aranjuez a Oblivion di Piazzolla.