Madonna di Campiglio, festival “Mistero dei Monti” in memoria della poesia di Antonia Pozzi

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Agosto 1929: Antonia Pozzi ha 17 anni quando compie la sua prima scalata, salendo il Castelletto inferiore delle Dolomiti di Brenta, accompagnata dalla guida alpina Oliviero Gasperi. Una prima vetta per un’assoluta “Altezza” della poesia che scrive versi sulla montagna e sui paesaggi dell’anima e che manterrà (per il poco tempo che le rimarrà da vivere, prima della tragica fine della sua breve vita) un ricordo particolare di quella scalata, dedicando parole intense e appassionate alle Dolomiti. Una delle più grandi poetesse del Novecento, riconosciuta dal premio Nobel Eugenio Montale, in 26 anni non ha mai saputo di esserlo perché mai pubblicò nulla.

Il “Mistero dei Monti” propone sabato 13 agosto a Madonna di Campiglio una giornata intera alla poetessa, alla sua opera di dolorosa intensità, al suo amore struggente per la montagna e al suo affetto per le Dolomiti di Brenta, assieme alle guide alpine che porteranno rododendri e parole su quella prima, mai dimenticata via, al Castelletto Inferiore. “Nel nome dei monti che entrambi amiamo, con un augurio che è promessa e certezza di gioia” scrive Antonia nell’agosto del 1937 su una copia del libro “Segantini. Romanzo della montagna” di Raffaele Calzini, regalo per il compleanno dell’amico Dino Formaggio, con il quale, fino alla prematura morte, Antonia manterrà un’intensa corrispondenza.

Un rapporto vissuto nel nome dei monti, gli stessi che la poetessa amava e conosceva da vicino, considerando la lunga lista di ascese alpinistiche dalle quali Antonia trae ispirazione per le sue poesie. Un’ascesa reale e metaforica alla montagna e alla parola, un'”Altezza” raggiunta che sarà onorata nel corso del festival di Madonna di Campiglio, che alla quattordicesima edizione, celebra le altezze: un’immagine che proietta la propria verticalità in termini simbolici e metaforici verso le diverse altitudini che costellano la storia dell’uomo e la contemporaneità. La mattina le guide alpine saliranno il Castelletto Inferiore in ricordo di Antonia e lasceranno un mazzo di fiori e la poesia “Dolomiti” scritta a Madonna di Campiglio.

Un modo per ritornare sui passi di Antonia che aveva scritto dentro di sé quella prima ascensione. In omaggio alle “Altissime parole della giovinezza” ci sarà un laboratorio in quota per soli giovani, tra cammino, contemplazione e scrittura. Nel cuore del Brenta con il Premio ITAS Montagnavventura e la Comunità delle Regole di Spinale e Manez. Ci sarà anche Marco Dalla Torre, autore di “Antonia Pozzi e la montagna” per una conferenza in cui si ricorderà il rapporto della poetessa con la montagna e le Dolomiti di Brenta.

Programma
Ore 10
Ritrovo al Giardino di Campiglio
Le altissime parole della giovinezza
Esperienza di cammino e di scrittura solo per ragazzi e ragazze
Con il Premio ITAS
Esperienza di cammino e di scrittura per ragazzi e ragazze
Salire camminando sulle tracce di pastori erranti per un sentiero antico. Curve morbide per sostare a guardare, ad ascoltare. Raggiunta la cima del monte Spinale, Lorenzo Carpanè racconterà l’importanza della parola alta, precisa, sensata. Con letture di Francesca Sorrentino.

Ore 17,30
Sala della cultura, Madonna di Campiglio
Antonia Pozzi in Brenta
Dentro la montagna

Marco Dalla Torre, autore
Augusto Golin, introduzione
Mariarosa Raffaelli, letture
Scrive Marco Dalla Torre nel suo libro “Antonia Pozzi e la montagna”, edito da Ancora: “La prima conoscenza nel 1929. Antonia ha diciassette anni e Oliviero le fa salire il Castelletto Inferiore”.

Ore 21
Sala della cultura, Madonna di Campiglio
Proiezione del film “Antonia” (2015) del regista Ferdinando Cito Filomarino
Produzione Frenesy Film Company