Brescia, lifting al palazzo tra via Gramsci e Vittorio Emanuele diventa un’opera d’arte

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Intervenire, per metterlo in sicurezza, su un complesso immobiliare che sorge in una posizione strategica, dal punto di vista urbanistico e della viabilità cittadina, riducendo al minimo i disagi di passanti, automobilisti e inquilini. Tenendo anche conto che l’immobile è sottoposto a vincolo dalla Soprintendenza dei Beni architettonici e culturali per il suo collocamento lungo il cono ottico del Cidneo, che unisce idealmente l’omonimo colle al centro della città e a Brescia Due e per la sua vicinanza a edifici storici. E’ la sfida che la committente Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche, l’impresa Agliardi Srl, tecnici e progettisti guidati dai professionisti Giuliano Venturelli e Davide Riva hanno affrontato fin dalle prime fasi progettuali dell’intervento sull’edificio all’angolo tra via Gramsci e via Vittorio Emanuele II, a Brescia.

E’ composto da tre blocchi distinti e costruiti in epoche diverse, tra la metà degli anni quaranta e cinquanta del secolo scorso. “La torre, blocco principale del complesso immobiliare – dice Francesco Bettoni, presidente della Fondazione proprietaria dello stabile – ha iniziato a manifestare preoccupanti fenomeni di distacco del rivestimento in pietra a ‘spaccatello’, compromettendo la sicurezza dei passanti e dei mezzi che transitano nelle vie. Abbiamo ritenuto doveroso intervenire tempestivamente per la messa in sicurezza, preoccupandoci anche della qualità architettonica dell’intervento e della riqualificazione energetica”. La superficie totale esterna lorda dei tre blocchi che compongono l’edificio è di circa 9.500 metri quadri.

“Dopo un’analisi – dice Venturelli – si è scelto di adottare la tecnologia della facciata ventilata delle pareti (intervento che attualmente riguarda solo la torre) che prevede l’applicazione a secco, sulla superficie esterna dell’edificio, di pannelli di opportuno spessore fissati meccanicamente a una struttura di sostegno ancorata alla muratura. Grazie al fissaggio meccanico si possono rivestire le pareti degli edifici in tutta sicurezza, con materiali di diverso tipo, forma e colore, per imprimere un’immagine architettonica ben precisa”. “Un altro aspetto è la valutazione della fase cantieristica – dice Bortolo Agliardi, amministratore dell’impresa esecutrice dei lavori.- L’intervento occuperà la sede stradale e il marciapiede per alcuni mesi.

Un approccio tradizionale avrebbe comportato disagi molto elevati sia alla viabilità pedonale, eliminando di fatto la possibilità di usare il marciapiede in un nodo viario rilevante per la vita cittadina, sia al normale svolgimento delle attività commerciali del complesso, arrecando danni economici alle attività”. Per arrecare disagi limitati si è creato un portico provvisorio, spostando l’area di cantiere al primo piano. In questo modo il marciapiede e l’accesso alle attività commerciali non sono compromessi. “In sintesi, l’intervento proposto prevede la sostituzione della facciata in tozzetti di pietra – evidenzia Davide Riva – con una nuova facciata ventilata di colore simile all’esistente, sostituzione delle lastre in pietra grigio con una facciata ventilata con lastre di colore e finitura simili alle esistenti e il mantenimento delle lastre in pietra esistenti per i primi due piani”. I nuovi materiali da adottare, la loro finitura di superficie e il formato sono stati campionati e approvati durante i sopralluoghi svolti sul sito da parte del funzionario della Soprintendenza dei beni architettonici.

Il cantiere presenta un’altra caratteristica particolare: mentre nella quasi totalità dei casi i teli di rivestimento dei lavori ospitano pubblicità a pagamento, in questo caso si è deciso di investire, ospitando una vera e propria opera d’arte contemporanea. “Like a jellyfish within architecture” (come una medusa dentro l’architettura) è il nome dell’intervento artistico per le due facciate della torre. “Questa grande installazione artistica di Natalie Hausler (Monaco di Baviera, 1983) – dice Chiara Rusconi, fondatrice della galleria d’arte cittadina ‘Apalazzogallery’ – fa riferimento a un lavoro della stessa del 2011, basato sulla sua pratica poetica e tratto da una delle sue raccolte di poesia. La tecnica dell’opera originale, qui tradotta su un enorme telone che copre le impalcature, si rifà a una tecnica antica per la riproduzione di copertine di libri.

Partendo dall’originale, attraverso strati, copie e slittamenti, l’artista (che sarà a Brescia a settembre) crea distorsioni e una prospettiva indefinibile, ma pur sempre leggibile. Si tratta di un’installazione-poema che lega in modo formale il mondo dell’architettura con quello della pittura e della poesia”. Occupando entrambi i lati del palazzo, l’intervento dell’artista tedesca mostra i diversi aspetti artistici coinvolti, che vanno dalla fotografia alla scrittura e che parlano di convivenza e relazione tra le persone e l’architettura nella contemporaneità. L’intervento artistico nasce dall’idea di “Apalazzogallery” e Agliardi Srl di utilizzare gli spazi dei cantieri, non solo come luoghi di protezione dei lavori, o come schermi con affissioni pubblicitarie, ma per la prima volta come occasioni per educare alla contemporaneità, all’arte e per la realizzazione di un’opera a cielo aperto fruibile secondo canoni del tutto nuovi per la città e per l’arte stessa. Il progetto è patrocinato dall’assessorato alla Cultura del Comune di Brescia con il sostegno di Mercury.