Brescia, Ant, aumentano pazienti ma calano donatori. Associazione: “Stateci vicino”

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Ieri al palazzo Loggia di Brescia è stato presentato il bilancio della delegazione Ant locale relativo alle attività gratuite di assistenza domiciliare ai malati di tumore e prevenzione svolte nel 2015. In crescita il numero di pazienti oncologici che scelgono le cure domiciliari con la Fondazione: 624 nuovi ingressi nel 2015, per un totale di 4.058 famiglie assistite dal 2001 a oggi con cure domiciliari di livello ospedaliero, 14.842 prestazioni mediche infermieristiche, 653 colloqui di appoggio psicologico per l’intero gruppo famigliare e oltre 88 mila giornate di assistenza. Per portare cure direttamente nelle case, gli operatori sanitari hanno percorso più di 161 mila chilometri, riuscendo a raggiungere 57 comuni della provincia.

Il 2015 ha segnato un netto miglioramento delle attività di prevenzione: otto amministrazioni comunali hanno finanziato il progetto “Melanoma” per le visite dermatologiche gratuite effettuate dai medici specialisti dell’Ant con il videodermatoscopio per la diagnosi precoce di eventuali lesioni. Inoltre, a gennaio, l’Ant è stata presente in piazza Paolo VI a Brescia per cinque giornate di visite dermatologiche nell’ambito del progetto “Vorrei la pelle sana” sostenuto da Nivea e Coop con il Comune di Brescia e che ha assorbito alcuni costi vivi. Ad oggi, grazie al progetto “Melanoma Ant”, sono stati visitati 1.456 cittadini bresciani.

Nonostante i valori in crescita nelle attività di assistenza e prevenzione, la Fondazione a Brescia chiude il bilancio economico 2015 con un segno negativo di 93.483 euro, dovuto in particolare a un calo delle donazioni spontanee da parte dei cittadini (-24.138 euro rispetto al 2014). “Il dato economico conferma la sofferenza anche a livello nazionale – commenta Raffaella Pannuti, presidente della Fondazione – che per la prima volta in 38 anni di attività, chiude in negativo di 2.760.820 euro. I volontari di Brescia e provincia hanno, da sempre, saputo coltivare con amore e passione l’idea della ‘dignità della vita’, che in Ant si definisce Eubiosia.

Un lavoro che si è tradotto in tante postazioni di raccolta fondi, nei moltissimi eventi organizzati nel corso dell’anno e la gestione di 3 Paav, punti di Ascolto e Aggregazione del Volontariato, nati per creare luoghi stabili di colloquio con la cittadinanza sulla missione di Ant e al modo di sostenerla. L’obiettivo che ci siamo posti per il futuro è mantenere l’attività socio sanitaria sul territorio di Brescia interessato. Tutto questo sarà possibile solo grazie alla tenacia e alla determinazione dei volontari e dei collaboratori che ogni giorno investono energie nella raccolta fondi, ma anche all’impegno delle istituzioni e dei cittadini bresciani che non possono abbandonare la nostra Fondazione in questo momento così critico”.

Ai volontari, affiancati dai collaboratori di Ant, si deve l’organizzazione nel 2015 di molte postazioni di raccolta fondi distribuiti in città e provincia. 15 tra spettacoli, concerti ed iniziative, l’apertura di un temporary solidale per tutto il periodo natalizio, la gestione dei tre punti di aggregazione per l’offerta di prodotti, oggettistica e abbigliamento donati da privati o aziende. L’apporto è stato dato dai volontari dell’associazione “Accanto all’ANT” che si occupano della gestione del Bar AccANTo, il locale all’interno del centro sportivo Badia che ogni anno devolve l’incasso netto a favore delle attività di assistenza e prevenzione. Poi la partecipazione di stakeholder che si sono resi ambasciatori di solidarietà, organizzando occasioni di raccolta fondi o sostenendo particolari progetti della Fondazione. Il Comune di Bovezzo, ad esempio, nel 2015 ha organizzato una serie di eventi ricreativi anche per sensibilizzare la cittadinanza: l’apertura di un nuovo bocciodromo, un concerto di musica classica e un torneo di burraco.

La partnership solidale tra la Fondazione Asm, Associazione Mandacarù, Associazione Gruppo H Brolo, Lions Club Rezzato, Rotary e Rotarct Valle Trompia e Rotary Brescia Sud Ovest Maclodio, ha invece reso possibile portare anche a Brescia il Progetto PICC, il servizio domiciliare Ant per l’inserimento chirurgico di cateteri venosi necessari per la somministrazione di farmaci e nutrizione parenterale. Le associazioni hanno contribuito all’acquisto di un elettrocardiografo intracavitario, di un ecografo vascolare portatile e di kit sanitari sterili per il posizionamento a domicilio dei cateteri venosi, migliorando così la qualità di vita del malato oncologico.

Durante l’illustrazione del bilancio, è stato anche presentato il nuovo progetto domiciliare (che partirà a settembre) offerto dall’associazione “Il Sorriso di Barbara”. I volontari e le parrucchiere dell’associazione forniranno direttamente a casa delle sofferenti assistite da Ant e residenti in città un servizio di cura dei capelli. “Siamo fortemente desiderosi di appoggiare la Fondazione, perché crediamo nella dignità di vita in ogni istante e in ogni sua forma. La cura dei capelli, fino ad oggi offerta a pazienti ricoverate in reparti oncologici, dà importanza a un piccolo gesto quotidiano che diventa non solo un momento di benessere, ma anche di ascolto e di contatto umano” ha detto la presidente dell’associazione Simona Ferrari.