Edolo, esercitazione del soccorso alpino tra le montagne e 12 giugno in Valsabbia

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Domenica scorsa a Edolo, in Valcamonica, si è svolta un’esercitazione del Soccorso alpino con quello della Guardia di Finanza per testare le procedure di ricerca e i diversi apparati tecnologici nell’ambito della formazione permanente e periodica a cui tutti gli iscritti al Corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico devono partecipare. Al centro operativo in alta valle sono giunti oltre quaranta soccorritori, appartenenti alle stazioni bresciane di Ponte di Legno, Temù, Edolo e media Valcamonica. La simulazione prevedeva il ritrovamento di un figurante e di un manichino da parte delle squadre territoriali, che rappresentano la cellula operativa essenziale in questo tipo di intervento.

I gruppi sono in contatto radio con la base, sia per avere e fornire informazioni in tempo reale, sia per consentire ai responsabili di monitorare la loro stessa sicurezza in ogni momento. Nel centro operativo, intanto, si elabora la strategia di ricerca, si vagliano le informazioni raccolte e la copertura delle aree esaminate, in pratica la bonifica e si coordina la presenza e l’organizzazione di tutti i soccorritori e l’utilizzo degli strumenti tecnologici. La ricerca di persone disperse in ambiente impervio e ostile è un compito nel quale, sempre più spesso, il soccorso alpino è chiamato a operare, insieme con altre realtà istituzionali e di protezione civile.

Un intervento di ricerca richiede il coordinamento di un complesso insieme di elementi: dopo l’allertamento, alla raccolta iniziale di informazioni sulle persone da trovare e il contesto in cui è avvenuto l’allontanamento, si passa a una prima fase esplorativa e poi all’intervento organizzato vero e proprio, con l’allestimento di un campo base nel luogo considerato più funzionale alla logistica dell’operazione. All’interno del Cnsas esiste una serie di figure specializzate, come i coordinatori di ricerca, i direttori delle operazioni di soccorso, i tecnici di ricerca, di soccorso in forra, le unità cinofile, oltre ai tecnici e agli operatori di soccorso alpino. Le qualifiche si acquisiscono nei corsi di formazione tenuti dalle scuole nazionali, spesso dopo il superamento di prove ed esami.

Alla complessità della ricerca si aggiunge la peculiarità del territorio bresciano, caratterizzato da una diversità unica a livello nazionale: si passa dalle vette dell’Adamello al lago di Garda, dalle gole rocciose attraversate dai corsi d’acqua ai pendii boschivi che possono nascondere zone pericolose e insidiose. La conoscenza dei sentieri e delle varianti locali dei soccorritori è una risorsa che in alcuni casi si rivela risolutiva ed è merito della presenza capillare sul territorio, grazie al lavoro continuo di condivisione e pratica che avviene nelle stazioni. La prossima esercitazione si terrà domenica 12 giugno a Bagolino e cui parteciperanno le stazioni di Breno, Valtrompia e Valsabbia.