Milano, “Diventa ciò che sei” di Groupon premia tre idee imprenditoriali in “rosa”

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Un’Italia di donne che vogliono migliorare la loro professionalità e trovare soluzioni alle esigenze quotidiane. E’ evidenziato dal successo del contest Groupon “Diventa ciò che sei” lanciato l’8 marzo con Piano C, l’associazione italiana che offre soluzioni personalizzate per le donne che cercano lavoro o che vogliono rinnovare la loro identità lavorativa. L’obiettivo del concorso online era quello di sostenere le donne premiando tre progetti professionali più meritevoli con un percorso formativo offerto da Piano C School e formato da dodici lezioni dedicate alle competenze digitali. Da tutta Italia sono arrivati circa sessanta progetti relativi ad ambiti diversi. Dalla moda al design, dal business al territorio, dai servizi alla famiglia a quelli per i bambini.

La giuria formata da Groupon e Piano C con Arianna Fontana della Confartigianato di Milano, Federica Ortalli per la Camera di Commercio di Milano, Matteo Boccia dell’Incubatore di Make a Cube e coordinata da Sofia Borri direttrice generale di Piano C, tra tutti i progetti, ne ha selezionati tre giudicati più interessanti. Uno di questi è “Baby Pit Stoppers” ideata da  Valeria Miccolis di Milano. E’ web app che, grazie alla geolocalizzazione, permette ad ogni mamma (papà, nonno, tata ecc.), nel momento in cui ne ha più bisogno, di verificare qual è il posto più vicino (e raccomandato dalle altre mamme) dove allattare il proprio bebé, cambiargli il pannolino, scaldare il latte e pappa e accedere facilmente nel locale con un passeggino.

“Quando sono diventata mamma ho iniziato a guardare la mia città con occhi diversi, a cercare punti di riferimento nuovi e ho pensato che fosse strano non avere un’applicazione capace di dirci dove fermarsi un attimo con i nostri bambini” dice Valeria. L’idea è che ognuno segnali agli altri i propri baby pit stop in modo da arrivare facilmente a mappare intere città, oltre ad avere l’obiettivo di stimolare le strutture ricettive ad attrezzarsi per le necessità delle famiglie con bimbi piccoli: una piccola rivoluzione dal basso. Insieme alla socia e amica Maria Dalla Rizza, ora puntano a far diventare grande la loro app. “Recycled stones”, invece, è stata creata da  Tiziana Scaciga di Crodo, in provincia di Verbania. Trasforma e valorizza gli scarti della lavorazione delle pietre naturali per realizzare oggetti d’arte e design, valorizzando la filiera produttiva territoriale a km zero.

“Artisti, designer e artigiani ricontestualizzano nella quotidianità il ruolo e il valore dell’irregolarità delle pietre di scarto, simbolo identificativo del progetto. Realizziamo collezioni uniche che ripercorrono le interconnessioni tra singolo, ambiente e collettività. Sono felice dei risultati ottenuti, ma c’è tantissimo ancora da fare!” dice Tiziana. “Recycled stones” recupera nel territorio della Val d’Ossola le pietre di scarto donando dignità di prodotto finito a uno sfrido da smaltire, valorizzando le pietre naturali e il tessuto storico culturale di appartenenza, con processi produttivi sostenibili e socialmente inclusivi. Infine, “Joco” è ideata da Sara Garone di Comignago di Novara. E’ una piattaforma di “job contest” tra privati e non, dove ognuno può richiedere una prestazione lavorativa occasionale di qualsiasi tipo, dal riassetto del giardino alla riparazione della lavatrice. “Questa idea è nata tanti anni fa e nel tempo ho cercato di svilupparla e farla crescere. Questo premio è una conferma del fatto che il progetto possa avere successo” dice Sara.

Il “cliente” indicherà il suo bisogno, specificando città, categoria e il massimo della spesa che è disposto a sostenere. Gli utenti del sito potranno fare un’offerta al cliente indicando tempo di realizzazione e prezzo. Il cliente allo scadere del contest dovrà scegliere il vincitore e, una volta realizzato il servizio, lasciare un feedback sul lavoro svolto. “Sara, Tiziana e Valeria rappresentano il variegato mondo di donne che incontriamo ogni giorno a Piano C: alcune di loro hanno solo un’idea imprenditoriale e si chiedono se possa funzionare. Altre hanno mosso i primi passi, ma sentono di aver bisogno di più competenze tecniche. E ancora c’è chi ha realizzato il proprio progetto e cerca chi le possa spingere per fare il salto di qualità” dice Sofia Borri direttrice generale dell’associazione Piano C.

“Per tutte loro, Piano C School è la risposta. A cui aggiungiamo l’opportunità di entrare nella nostra rete per trovare esperienze simili e modelli ispirazionali dalla community”. “Con questa campagna, come nel nostro lavoro quotidiano, sosteniamo le donne e la forza della motivazione e della competenza, che riteniamo elementi di successo personale e professionale” dice Nicola Cattarossi, managing director di Groupon Sud Europa. “I progetti finalisti confermano la spiccata capacità delle donne di costruire un’idea e una professione sulla base di reali necessità quotidiane, pratiche ed ideologiche”.