Brescia ricorda piazza Loggia. Mattarella: “Disegno criminoso”. Boldrini: “Cercare verità”

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Oggi a Brescia si celebra il 42° anniversario della strage di piazza Loggia. Era il 28 maggio del 1974 quando una bomba nascosta in un cestino dei rifiuti esplose durante una manifestazione organizzata dai sindacati e dal Comitato Antifascista contro il terrorismo neofascista. In quell’attentato persero la vita otto persone e rimasero ferite altre 102. Le vittime sono Giulietta Banzi Bazoli di 34 anni, Livia Bottardi in Milani di 32, Alberto Trebeschi di 37 anni, Clementina Calzari Trebeschi di 31, Euplo Natali di 69 anni, Luigi Pinto di 25, Bartolomeo Talenti di 56 anni e Vittorio Zambarda di 60 anni. Dal punto di vista giudiziario la vicenda non si è ancora conclusa, ma in appello bis a luglio è stato inflitto l’ergastolo a Carlo Maria Maggi e a Maurizio Tramonte ritenuti responsabili dell’attentato.

Per l’occasione oggi Brescia si è ritrovata in piazza Loggia, davanti alla stele sotto l’orologio, per ricordare quei tragici fatti. Presenti le massime istituzioni insieme al ministro della Giustizia Andrea Orlando, mentre dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e da quella della Camera dei Deputati Laura Boldrini sono arrivati due messaggi inviati al sindaco Emilio Del Bono e rivolti alla comunità. “A quarantadue anni dalla terribile strage, che stroncò vite innocenti a Brescia e sconvolse l’animo dell’intero Paese – scrive Mattarella – è giusto ribadire con forza che la Repubblica Italiana non dimentica le ferite inferte da chi voleva colpirne gli ordinamenti democratici, né l’impegno appassionato di quanti dal dolore più grande sono riusciti a estrarre energie civili per ricomporre un tessuto di partecipazione, di convivenza, di solidarietà.

Il barbaro attentato di piazza della Loggia era iscritto in un disegno folle e criminoso, che produsse altri gravissimi lutti e tentò di condizionare gravemente il confronto politico. La ricostruzione storica ha da tempo evidenziato la matrice eversiva e neofascista della strage. Tuttavia per lunghi decenni quest’opera di svelamento delle responsabilità e delle complicità – sostenuta dalla meritoria mobilitazione civica che proprio a Brescia ha avuto un impulso decisivo – non è riuscita a giungere a una conclusione in sede giudiziaria. Un ulteriore vulnus si è così aggiunto a quello, insanabile, del 28 maggio 1974. Grazie al lavoro che investigatori e magistrati non hanno mai interrotto, una sentenza della Corte d’Appello ha ora indicato responsabilità personali e pronunciato condanne.

Che la giustizia completi il suo corso è una necessità vitale per la democrazia: ne va della fiducia dei cittadini, e dunque della sua stessa legittimazione. Ciò non colmerà mai il vuoto lasciato ai familiari, agli amici delle vittime, ai tanti che soffrirono quella violenza disumana e l’aggressione alle persone e alla stessa vita sociale. L’impegno della città di Brescia in questi anni, in particolare dell’Associazione Casa della Memoria e dei familiari delle vittime, è stato esemplare. A tutti voi l’Italia deve gratitudine. Avete onorato i vostri cari e, al tempo stesso, avete aiutato il Paese e la democrazia italiana nella riscossa contro il terrorismo e i suoi oscuri piani. Nel settantesimo anniversario della nascita della Repubblica possiamo dire – conclude il Capo dello Stato – anche in ragione della vostra testimonianza, che i principi fondamentali della Costituzione sono più forti e non consentiranno mai agli eversori e ai violenti di prevalere.

Sono convinto che anche la giornata di oggi servirà al progresso del Paese. Abbiamo bisogno di unire partecipazione, cultura, libertà, giustizia, anche per fronteggiare i nuovi fanatismi e le diverse forme di violenza e criminalità. Per questo rivolgo a tutti i cittadini bresciani l’augurio più caloroso, e insieme le espressioni della vicinanza mia e delle istituzioni italiane”. “In occasione del quarantaduesimo anniversario della strage di Piazza della Loggia a Brescia desidero esprimere la mia più sentita vicinanza ai familiari delle vittime e a tutta la cittadinanza di Brescia. Un’ideologia feroce e perversa colpì persone inermi che partecipavano ad una manifestazione antifascista, provocando 8 morti e oltre 100 feriti ed infliggendo una ferita profonda a tutto il Paese. Sono ancora molti gli aspetti rimasti oscuri di quella dolorosa vicenda – scrive Boldrini – sui quali lo Stato ha il dovere di continuare a ricercare la verità. Si tratta non soltanto di un atto dovuto nei confronti dei sopravvissuti e dei familiari delle vittime, ma anche, e soprattutto, un fattore irrinunciabile per rendere sempre più forte e solida la nostra democrazia.

Con questo spirito, abbiamo avviato e proseguiremo le desecretazioni degli atti delle commissioni parlamentari di inchiesta. Abbiamo inoltre approvato alla Camera una proposta di legge, ora all’esame del Senato, che introduce il reato di depistaggio così come il riconoscimento pieno ai familiari delle vittime dei loro diritti previdenziali. Sono convinta che verità e giustizia debbano camminare di pari passo con un intenso impegno educativo che, rivolto in particolare alle giovani generazioni, possa rappresentare un valore aggiunto al nostro esercizio di memoria. Soltanto così i ragazzi e le ragazze potranno comprendere a pieno il senso di quanto accaduto – conclude la presidente della Camera – la scelleratezza dei radicalismi e della violenza politica, diventando cittadini responsabili e determinati nel difendere a tutti i costi le ragioni della giustizia e della democrazia”.

Il tweet del ministro della Giustizia Andrea Orlando