Manerbio, decine di società “cartiere” edili per truffare il fisco. Frode da 500 milioni

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97 indagati, 62 società create appositamente nel settore edilizio e intestate a prestanome e 500 milioni di euro di frode fiscale. Sono i numeri che fanno parte dell’operazione “Grey Work” condotta dalla Guardia di Finanza di Manerbio e coordinata dalla procura di Brescia. L’indagine, andata avanti per mesi, ha consentito di accendere i riflettori su un sistema di cartiere a capo del quale c’era un professionista bresciano.

Esperto in campo fiscale e tributario, la sua mente ha creato le oltre sessanta società nate con lo scopo di avere vita breve e di formare falsi crediti Iva. La base centrale, come hanno scoperto le Fiamme Gialle, si trovava a Milano, ma tutti i cantieri edili si estendevano tra la Franciacorta e la bassa bresciana. L’accusa per tutti è quella di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato.

Stando agli elementi raccolti dai finanzieri, le società create dal professionista non avrebbero avuto disponibilità economiche e sarebbero state intestate a loro insaputa a persone nullatenenti. Le cartiere servivano a creare falsi crediti Iva per non pagare l’Irpef e i contributi di previdenza e assistenza dei 10 mila dipendenti coinvolti nelle società fittizie.

Il meccanismo era quello di tenere aperte le cartiere per qualche mese per compiere la frode, poi venivano distrutti i documenti e le società intestate a persone irreperibili. La verifica della Finanza ha puntato l’attenzione anche su 400 conti correnti. Dei 97 indagati, 41 risultano sconosciuti al fisco.