Brescia, console del Marocco in Confartigianato. Massetti: “Opportunità in nord Africa”

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A 14 chilometri dalla Spagna e a sette ore di volo da New York, il Marocco rappresenta una porta d’accesso sull’intera Africa e un bacino di un miliardo di nuovi possibili consumatori. Opportunità per le imprese e per nuovi investitori, sopratutto stranieri, il Paese si è presentato agli imprenditori bresciani tramite l’intervento diretto del console generale Fatima Baroudi, ospite ieri della Confartigianato di Brescia e Lombardia Orientale durante l’incontro organizzato con la Federazione Donne Arti Professioni e Affari di Brescia. Grazie a un’economia che cresce senza interruzioni da oltre dieci anni a un ritmo medio superiore del 4% (+4,5% nel 2015).

L’inflazione sotto controllo, il costo della manodopera per un operaio medio di circa 5 mila dollari annui, il flusso in entrata di investimenti diretti esteri è in costante aumento, in particolare da Stati Uniti, Cina, Paesi del Golfo e molti Paesi d’Europa. “Grazie soprattutto agli incentivi – ha sottolineato il console generale Fatima Baroudi – e a una stabilità politica e sociale, oltre che economica, vogliamo continuare a incoraggiare l’arrivo di capitali e di aziende straniere, soprattutto italiane in molti settori”.

All’incontro “Marocco opportunità economica per le nostre imprese” c’erano anche Valter Muchetti assessore del Comune di Brescia, Eugenio Massetti presidente della Confartigianato di Brescia e Lombardia e Adriana Valgoglio a capo della Fidapa Brescia. Paese moderato, a cultura araba, il Marocco gode di una stabilità anche sotto il punto di vista della sicurezza e le opportunità sono supportate da infrastrutture moderne, costi competitivi, grande libertà d’impresa e da un incessante (complice la mancanza di petrolio) crescita delle energie rinnovabili con la previsione, entro il 2020, del raggiungimento della copertura del 40% del fabbisogno nazionale.

Opportunità nei settori automotive, tessile, chimico e trasporti, l’incontro ha offerto un’immagine del Paese non solo legato al turismo, ma a una profonda riconversione verso lo sviluppo economico, supportato dagli incentivi, ma anche da importanti esenzioni e aliquote fiscali vantaggiose se confrontate con quelle dei principali Paesi europei.