Sale Marasino, nell’ex chiesa dei Disciplini “I colori della luce” di Giuseppe Piovanelli

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«Una pittura dove il segno diventa protagonista e traduce le emozioni spesso senza più alcuna mediazione imitativa della realtà», così la storica dell’arte Antonia Abbattista Finocchiaro ha descritto l’opera dell’artista Giuseppe Piovanelli, durante l’inaugurazione odierna della sua personale I colori della luce. La mostra, che proseguirà fino al 29 maggio nella Ex Chiesa dei Disciplini di Sale Marasino (BS) vuole essere un viaggio, attraverso un centinaio di opere, nel percorso artistico del pittore pisognese, che, per dirla con la professoressa Finocchiaro «non ha scelto di diventare artista, ma dalla pittura è stato chiamato».

Il percorso espositivo si snoda dai primi dipinti, che risalgono agli anni ’60, dove la fanno da padrone le colline, i boschi, le acque e i borghi del territorio, fino ai più recenti, dove persiste l’allusione al paesaggio, ma si traduce in segni e colori, pennellate dinamiche e decise, lampi di luce colorata (quelli stessi cui il titolo della Personale rimanda) attraverso i quali Piovanelli prova a catturare la realtà nel essere mutevole nel tempo, non statica: «il segno insegue il segno, il colore innerva il gesto, la composizione si sparge su tutta la tela occupandone ogni millimetro ed è pronta ad oltrepassarne i confini, come in un movimento centrifugo» ha continuato la professoressa Finocchiaro.

Giuseppe Piovanelli vive e opera a Gratacasolo di Pisogne, dove nei primi anni di attività, ha condiviso lo studio con il noto pittore bresciano Amleto Romele. E proprio da questa terra, che sconfina continuamente nelle acque del lago, nello spazio del cielo e nei monti che fanno da quinte al silenzio e alla meditazione, ha tratto ispirazione per la sua opera pittorica. Anche per questo la mostra ha ottenuto il patrocinio della Comunità Montana del Sebino Bresciano e del Comune di Sale Marasino che ha anche messo a disposizione la cornice della Ex Chiesa dei Disciplini.

«È un vero piacere ospitare la prima esposizione sulle sponde del Sebino di un artista come Giuseppe Piovanelli, un pittore del territorio: è importante infatti valorizzare l’identità culturale locale e in questa direzione va anche la cooperazione ormai fattiva tra le varie le amministrazioni dell’area» ha dichiarato Marisa Zanotti, il sindaco di Sale Marasino, alla presenza, tra gli altri, anche di Fiorello Turla, sindaco di Monte Isola. Un ringraziamento particolare è andato anche alla Cantina Terre di Erbanno e Mora Cesare Srl, le due aziende che, con la lungimiranza di novelli Mecenate, hanno scelto di sostenere la mostra.

L’opera “perduta”. Durante l’inaugurazione di questa Personale – dopo oltre 40 esposizioni, anche collettive, in Italia e all’estero di cui l’ultima, nel 2015, al Complesso di Sant’Andrea al Quirinale a Roma – Giuseppe Piovanelli ha colto l’occasione per svelare un aneddoto del passato, che risale alla seconda metà degli anni ’60, quando cominciava a muovere i primi passi nel mondo della pittura, frequentando lo studio dell’architetto Villani, docente di Storia dell’arte all’Istituto Magistrale Veronica Gambara di Brescia. Un giorno ebbe l’occasione di mettersi alla prova ritraendo per la prima volta un nudo di donna, a partire da una modella in carne ed ossa.

«Avevo circa 17 anni ed ero preoccupato della reazione di mia madre alla vista del quadro, tanto che, temendo mi potesse allontanare dalla pittura, decisi di regalarlo ad una ragazza che faceva come me il tragitto in treno da Brescia a Pisogne. Non la conoscevo, non so chi fosse né di dove fosse, anche se ipotizzo fosse di queste zone» ha raccontato. Chissà se la ragazza, oggi con tutta probabilità mamma e forse anche nonna, ricorda quel regalo singolare e se lo ha conservato. Piovanelli non intende riprenderselo, ma vuole provare a scoprire che fine abbia fatto questa opera “perduta”: chi pensa di esserne in possesso può contattarlo direttamente durante la Personale o attraverso i riferimenti disponibili sul suo sito web (www.giuseppe.piovanelli.name).

Già pochi anni dopo quell’opera, nel 1969, per Piovanelli sono arrivati i primi riconoscimenti all’VIII Concorso Nazionale di Pittura Appennino Reggiano, Castelnuovo Monti (Reggio Emilia). Diplomatosi al Liceo Artistico di Lovere (Bergamo) e perfezionatosi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, è stato a lungo docente di “Disegno e Storia dell’Arte” nella scuola secondaria superiore. Ha partecipato a numerose rassegne collettive e personali in tutta Italia (Milano, Sondrio, Modena, Reggio Emilia, Livorno, Ancona, Ferrara, Catanzaro, Crema) e all’estero (New York, Padiglione Italia nell’Artexpo del 1994) meritando diversi premi e riconoscimenti. Sue opere sono inoltre conservate presso istituzioni pubbliche e collezioni private in Italia e all’estero. Da molti anni affianca alla pittura anche l’attività critica e teorica.
Orari della mostra

domenica 22 e domenica 29:

dalle 10 alle 12, dalle 14 alle 23

lunedì 23, venerdì 27 e sabato 28:

dalle 14 alle 23

martedì 24, mercoledì 25 e giovedì 26

dalle 14 alle 19,30

Ingresso gratuito