Armi softair… a Cigole. Che ne pensate?

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Qualche giorno fa ho ricevuto una lettera da una mamma che mi ha chiesto – in caso di pubblicazione – di mantenere l’anonimato. Richiesta che rispetteremo, naturalmente.

L’argomento era l’opportunità  dell’allestimento di un’area dedicata alle armi cosiddette “softair” nel contesto di una festa di primavera dedicata alle famiglie. Secondo me una disciplina sportiva. Secondo quella mamma un esempio diseducativo.

Ma l’argomento è troppo importante per essere archiviato senza qualche riflessione. La difesa personale e della proprietà privata è una questione all’ordine del giorno, di questi tempi. E l’uso appropriato di strumenti che aiutano a difendersi in un contesto di legalità, in una società sempre più percorsa da gratuiti episodi di violenza alle persone e sulle cose, è davvero una cosa negativa?

Sottolineo che parlo di uso “appropriato in contesti di legalità”, non di altro.

Ma eccovi la lettera della mamma in questione

Buongiorno, le scrivo per segnalarle un increscioso fatto accaduto durante la manifestazione dedicata alle famiglie e ai bambini denominata “Festa di Primavera”, organizzata da un sedicente Comitato Genitori e svoltasi domenica 15 maggio nel parco comunale di un paese limitrofo al mio, Cigole, nella bassa bresciana.
Durante la giornata, nell’area adiacente ai giochi gonfiabili è stata allestita una zona dedicata all’esposizione e a lezione di armi “softair”, disciplina che prevede l’utilizzo di fucili e pistole a gas.
Un’inaccettabile lezione sull’uso delle armi che credo non creino aggressività, ma sono sicuramente un mezzo per esprimerla.
Io credo che questi “genitori” dovrebbero essere più preoccupati di quanta violenza e aggressività i bambini vivono e vedono attorno a loro, perché questo sì può realmente incidere nel loro comportamento futuro. I piccoli modellano il loro comportamento sulla base delle esperienze osservate e vissute.
Li consiglio di stimolare i loro bambini a costruire con fantasia i loro giocattoli. Manipolare i materiali, trasformarli e farli diventare altro, recuperare prodotti di scarso valore per ampliare fantasia e creatività, stimolando il pensiero divergente.
A cosa può servire una lezione di tiro con un arma del tutto simile a quelle che uccidono migliaia di persone ogni secondo nel mondo?
A cosa può servire postare sui social immagini di minorenni in un magnifico parco verde che imbracciano fucili d’assalto e con sullo sfondo enormi e colorati giochi gonfiabili?

Lascio naturalmente ai lettori la libertà di commentare e alla mamma il diritto di replicare.