Bozzoli, “Giallo”: trovate tracce negli scarti. Procura e carabinieri: “Sono bufale”

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“Esclusivo. L’industriale scomparso. Mario Bozzoli, trovate tracce del suo corpo negli scarti dei forni”. Questo è quanto c’è scritto sulla copertina del settimanale “Giallo” diretto da Andrea Biavardi e che si occupa di storie, delitti e misteri. All’interno, nell’articolo dedicato su due colonne, il titolo recita “Trovate tracce del corpo di Bozzoli negli scarti dei forni” e poi, subito sotto, “Gli scienziati avrebbero recuperato il suo dna. Intanto si aggrava la posizione del nipote Giacomo, indagato per il delitto”. E’ una svolta nelle indagini sulla misteriosa scomparsa dell’imprenditore avvenuta l’8 ottobre dalla fonderia Bozzoli di Marcheno?

Le indiscrezioni pubblicate dal giornale in edicola in questi giorni sono clamorose, ma la procura di Brescia e i carabinieri frenano. Anzi, smentiscono che all’interno dei materiali a disposizione dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo per i controlli in corso a Milano, sia stata trovata una traccia del datore di lavoro. In realtà, nemmeno l’articolo stesso parla di tracce di Bozzoli, ma di un dna isolato tra gli scarti. Dall’altra parte i Ris di Parma che hanno eseguito numerosi rilievi anche dopo la morte dell’operaio Giuseppe Ghirardini parlano di un “lavoro complicato e lungo”.

E’ anche vero che la procura di Brescia, tramite Alberto Rossi, ritiene che all’interno dell’azienda sia avvenuto un omicidio con tanto di corpo, quello di Bozzoli, gettato in uno dei forni. Nel registro degli indagati sono iscritti da mesi i nipoti del datore di lavoro, Alex e Giacomo e gli operai Oscar Maggi e Akwasi Aboagye. Sulle ultime notizie, il settimanale parla di fonti certe, mentre gli inquirenti ritengono siano bufale.