Darfo, 7 mila al raduno Artiglieri. Sfilata e ricordo della Guerra Bianca in Adamello

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La memoria del passato ci guida al futuro. E certamente nel futuro della città di Darfo Boario Terme resterà la memoria dei quattro giorni che hanno visto lo svolgimento del 29° raduno nazionale degli Artiglieri d’Italia e che l’Arma Dotta ha voluto rivestire di significato storico, raccogliendosi in Valcamonica per ricordare i cento anni dall’inizio della Guerra Bianca in Adamello. Ma anche rendere omaggio ai caduti e ai valori in cui essi hanno creduto. Quattro giorni in cui la popolazione si è stretta attorno agli Artiglieri giunti da ogni parte d’Italia, condividendo cerimonie, momenti di riflessione e ricreativi. Un’atmosfera che testimonia la vicinanza del Paese alle sue Forze Armate, in una terra, la Lombardia, a forte vocazione artiglieresca.

Circa 7 mila gli Artiglieri che hanno sfilato (distribuiti in 215 sezioni) affiancati da rappresentanze di nuclei di ufficiali, sottufficiali e militari di tutte le Armi e Corpi, dall’Aeronautica, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato. Hanno anche sfilato le sezioni Ana di Salò, Brescia e Valle Camonica, un drappello dell’Associazione Nazionale del Fante, dei Bersaglieri, dei Lagunari, dell’Arma di Cavalleria, Vigili del Fuoco, delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, dell’Associazione Guardie d’Onore del Pantheon, Associazione Nazionale Combattenti e Reduci e Associazione Nazionale Partigiani Cristiani. A conferire alla manifestazione un carattere internazionale, la presenza della Féderation National d’Artillerie francese, la delegazione Anarti di Melbourne e rappresentanze associative austriache, svizzere e spagnole per rafforzare la fratellanza d’armi e lo spirito di cameratismo in un’Europa fondata sulla pace.

La cerimonia militare, svolta allo stadio comunale, ha segnato il momento culminante del raduno, tornato in Lombardia dopo la parentesi in Toscana del 2013. Ognuna delle sezioni era presente con il suo labaro, schierato sul terreno accanto alla Bandiera di Guerra e al Medagliere dell’Artiglieria. Durante la cerimonia militare sono stati resi gli onori al Capo di Stato Maggiore, ai labari e alla Bandiera di Guerra da parte di una Batteria formata da un plotone del 121° Reggimento Artiglieria c/a e Artiglieria a Cavallo “Voloire”. Tra le autorità presenti, c’erano il Generale Battisti, l’ausiliario Mario Roggio già Decano d’Arma Artiglieria, Fabio Gianbartolomei Ispettore dell’Arma di Artiglieria, il Generale Div. (Art. da montagna) Amedeo Sperotto, il Capo di Stato Maggiore del Comando Forze Operative Terrestri di Verona Bernardo Barbarotto, il Comandante dell’Artiglieria Contraerea e Michele Strippoli comandante del 121° Reggimento di Ravenna.

Presenti anche il prefetto di Brescia, il Presidente della Provincia, il sindaco di Darfo Ezio Mondini e i sindaci degli altri comuni della Valcamonica e quattro parlamentari. Rocco Viglietta, presidente nazionale degli Artiglieri, ha letto il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha inviato il suo saluto ed elogiati i valori di amor di Patria e impegno senza riserve cui da sempre si ispira e che le hanno permesso di scrivere pagine della storia del Paese, in Patria come all’estero. Il sindaco Ezio Mondini ha ricordato l’importanza che il raduno ha avuto per la città ed espresso la soddisfazione per l’atmosfera che si è respirata in questi giorni, come per l’entusiasmo con cui la città ha risposto. Il generale Giorgio Battisti, comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina e decano dell’arma di Artiglieria, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha espresso i ringraziamenti all’operato per i militi in servizio e in congedo e ricordando il valore che l’Arma ha saputo esprimere nel corso della sua lunga storia, dall’Unità d’Italia alle missioni fuori area.

Nel corso della cerimonia sono state consegnate benemerenze e attestati a quegli artiglieri che si sono distinti in servizio, così come all’interno dell’associazione. In particolare, un diploma d’Onore, con medaglia, è stato consegnato a Lidia Laviano, in memoria del padre, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare, caduto nel 1942 sul fronte russo. Suggestiva la sfilata militare per le vie cittadine, arricchita dai labari e da varie bande militari, fra cui quella dell’Artiglieria Contraerea di Sabaudia. A seguire il Medagliere dell’Arma Artiglieria, le 215 sezioni che hanno preso parte al raduno, fra le quali quelle della Federazione di Brescia. Per la federazione francese era presente il generale Jean-Pierre Meyer attuale presidente, seguita da rappresentanze associative austriache, svizzere, spagnole e sanmarinesi. Quella di Melbourne era rappresentata dall’unica ancora attiva all’estero del presidente Epifanio Naselli.