Bergamo, dopo 30 anni nuovo consiglio del Seminario Veronelli. C’è un bresciano

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Lo scorso 7 aprile, a trent’anni di distanza, il Seminario Veronelli di Bergamo ha rinnovato i propri vertici per inaugurare un nuovo corso nella diffusione della cultura del vino e degli alimenti. A presiedere l’associazione è stata eletta Angela Maculan, figlia di Fausto (promotore attivo del rinascimento del vino italiano) e rappresentante di un’azienda che ha saputo imporsi scrivendo un nuovo capitolo della secolare storia dei vini di Breganze, in provincia di Vicenza. Definita dal padre “miglior prodotto” dell’annata 1977, Angela racconta d’essere “nata in cantina”, d’aver approfondito la sua passione per la vitivinicoltura attraverso la laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie all’università di Padova e d’aver appreso sul campo a occuparsi dell’export dell’azienda familiare.

Grazie a numerosi viaggi all’estero, da vent’anni comunica al mondo l’eccellenza della cultura gastronomica italiana. Esperienze che l’hanno resa una professionista concreta, determinata e desiderosa di veder crescere la propria azienda e l’intero comparto vitivinicolo. “Essere stata eletta presidente del Seminario Veronelli mi riempie di gioia. È un grande passo: una responsabilità professionale e umana. A casa mia si è sempre parlato di Luigi ‘Gino’ Veronelli, grande amico di mio padre, non ci siamo mai persi una sua pubblicazione e, anno dopo anno, le sue guide sono riposte con cura nella nostra libreria. Tutte disponibili alla vista, alla consultazione, al desiderio di riscoprire gli insegnamenti di un maestro. Nonostante un legame familiare così stretto, o forse proprio per questo, vorrei che l’associazione sviluppasse una sua identità sempre più forte e riconoscibile, basata sui valori del fondatore, ma immersa nell’attualità con lo sguardo rivolto al futuro.

Vorrei che il Seminario Veronelli si rafforzasse come punto di riferimento per gli operatori, per chi, come me, con il vino è cresciuto e per chi lo ha scoperto più tardi, divenendone appassionato. Insomma, la mia parola d’ordine è condivisione: sentire il calore dei soci, far sì che essi si sentano parte di un’associazione storica che promuove progetti innovativi e coraggiosi. E molti, ne sono certa, li penseremo e realizzeremo insieme. Perché questa è l’anima che dovrà avere il Seminario Veronelli: un’anima aperta, uno spirito libero, un interlocutore intelligente per ogni cultore dei vini e dei cibi”. A lei spetta il compito di guidare il nuovo consiglio direttivo, eletto nel giorno esatto del trentennale, compagine composta da sostenitori dei valori veronelliani e legati al Seminario Permanente.

I nuovi consiglieri sono: Paolo Pizziol direttore dell’azienda Villa di Monticelli Brusati, Alessio Fornasetti titolare di Torre San Quirico di Azzate a Varese, Fabio Contini al secondo mandato da consigliere e patron, con la moglie Annalysa, dell’azienda Rossi Contini di Ovadadi Alessandria e Giuseppe Piazza cofondatore di Nordest Innovazione di Vicenza, società di consulenza aziendale per l’organizzazione e la gestione delle imprese con competenze specifiche nel mondo vitivinicolo. “In Italia sono sempre più numerose le aziende agricole e alimentari che attraversano una fase di forte dinamismo, che puntano all’eccellenza e decidono d’innovare sia investendo in processi produttivi più sostenibili, sia in termini di strategie commerciali – dice Giuseppe Piazza.- Di fatto, si tratta di un modo nuovo e più ampio d’intendere quel concetto di qualità di cui il Seminario Permanente Luigi Veronelli è da sempre promotore.

Una squadra di cui faccio parte con orgoglio e con la quale, sono certo, sarà emozionante lavorare a supporto degli associati”. Il comparto gastronomico italiano, infatti, è riconosciuto e apprezzato nel mondo grazie alla passione degli uomini e delle donne che si prendono cura della terra, esaltandola con produzioni d’eccellenza. Paolo Pizziol, direttore dell’azienda Villa Franciacorta, ha fatto dell’attenzione a ogni dettaglio del processo produttivo un punto fermo della visione aziendale. “È la nostra filosofia di vita – ha commentato – non potremmo fare altrimenti. Produrre un ottimo Franciacorta significa per noi, in primo luogo, fare viticoltura di alta qualità: lavorare la terra è anche affidare alla terra le nostre ambizioni e i nostri desideri e questo è ciò che dà forza ai nostri vini. Vinificare solo uve da vigneti di proprietà, produrre esclusivamente Franciacorta Millesimati, gestire ogni passaggio, dalla terra alla bottiglia, con la massima attenzione all’ambiente, restaurare l’antico borgo che ospita la nostra sede. Sono scelte chiare di cui mio suocero Alessandro Bianchi, mia moglie Roberta e io siamo orgogliosi.

La nostra storica vicinanza a Luigi Veronelli e al suo Seminario Permanente nasce dalla condivisione di questo spirito”. La viticoltura come possibilità d‘esplorare i legami stretti che uniscono il prendersi cura della terra, la costruzione di relazioni virtuose e l’approfondimento della cultura materiale ha spinto l’imprenditore Alessio Fornasetti a fondare l’azienda Torre San Quirico. Eletto consigliere, dice che “quando ho iniziato, mi sono posto l’obiettivo dell’eccellenza, così ho cambiato la mia vita mettendola al servizio della terra, proprio come fece, cinquant’anni prima, Luigi Veronelli. Intraprendere questa nuova avventura ha significato per me acquisire nuove competenze tecniche, ma anche interrogarmi sul mio rapporto con la terra, sul messaggio che volevo affidare al mio vino.

Gli scritti di Veronelli e il confronto con l’associazione mi hanno regalato importanti spunti di riflessione che, attraverso il mio impegno nel direttivo, voglio approfondire, sostenere e diffondere”. Confermato, infine, nel ruolo di consigliere Fabio Contini, associato di lungo corso e “antico amico” di Luigi Veronelli. Nei primi anni Novanta la sua passione di “assaggiatore curioso” lo ha portato a fondare con la moglie Annalysa l’azienda Rossi Contini di Ovada. “Spesso ho avuto il piacere di condividere con Veronelli il racconto di un nuovo vino, la scoperta d’un ristorante o d’un artigiano del gusto. Per lavoro ho viaggiato in tutto il mondo, frequentando i migliori ristoranti, visitando i più grandi terroir e degustando vini capaci di emozionare. Finché io e mia moglie siamo stati rapiti dalle terre bianche dell’Alto Monferrato e dal vitigno dolcetto, tanto da spingerci a diventare ovadesi d’adozione.

Nei Dolcetto Rossi Contini, vinificati vigna per vigna, si concentra il nostro modo d’intendere il vino, elemento di quella ‘civiltà della tavola’ che ha sicuri punti di riferimento nell’opera di Veronelli e nell’associazione da lui fondata”. Alle esperienze e alle competenze del consiglio direttivo si aggiungono quelle di un’équipe coordinata da Andrea Bonini, confermato direttore. Entrato nel mondo del vino come operaio agricolo e di cantina, Bonini ha avuto il privilegio di affiancare Luigi Veronelli in qualità di assistente e, dopo la morte del maestro, di collaborare con Gigi Brozzoni. Nel 2008 è divenuto responsabile produzione di Cremisan Wine Estate 1885 (Beit Jala in Palestina) e referente di un progetto di cooperazione internazionale. Rientrato in Italia nel 2012, ha ripreso a collaborare con l’associazione diventandone, nel gennaio 2014, direttore.

“A trent’anni dalla costituzione del Seminario, l’elezione di un nuovo consiglio direttivo motivato è un segno di vitalità che conferma la nostra convinzione: l’approccio di Luigi Veronelli all’agricoltura e alla gastronomia è oggi quanto mai attuale e il potenziale delle sue idee è ancora in larga parte inespresso. Costruire il futuro dell’associazione è il modo migliore per far tesoro di una storia trentennale e per valorizzare l’opera di quelli che hanno contribuito a realizzarla: Luigi Veronelli, Francesco Arrigoni e Gigi Brozzoni in primis, ma soprattutto gli associati che da sempre sostengono le nostre attività. Presidente e consiglio direttivo possono contare sulla piena collaborazione non solo mia, ma di tutti quelli che quotidianamente e con grande competenza operano a favore del Seminario: Andrea Alpi, Emanuela Capitanio, Rossana Caprile e Marco Magnoli”.