“Proposta” di teatro a Marcheno, Natale e Vetromilo in scena con “Patres”

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Venerdì 6 maggio alle 21, nell’auditorium della scuola media “Bertussi” di via Madonnina a Marcheno, si terrà lo spettacolo “Patres” nell’ambito della rassegna “Proposta 2016”. Un giovane Telemaco di Calabria attende da anni il ritorno di suo padre, paralizzato nell’attesa, davanti all’orizzonte che può solo immaginare dal buio della sua cecità, attende su una spiaggia bagnata dal Mar Tirreno, mette le mani in avanti per vedere l’orizzonte e si rivolge verso il mare e aspetta che questo padre ritorni. È il mare che scandisce e accompagna la vita di questo figlio, incapace di vedere come di andare, in attesa di un padre che invece non è in grado di restare e tornare a casa, in una terra a volte ostile.

Un “Pater” che lega il figlio a una corda perché altrimenti potrebbe perdersi, incapace di stargli accanto, non ritrova il coraggio della testimonianza e la forza della trasmissione. Telemaco, dalla lunga attesa, non aspetta un Godot, aspetta realmente qualcuno e l’attesa è dinamica, come un’erranza, un rischio. Goethe afferma che “l’eredità sta in un movimento di riconquista, vero erede è un orfano a cui nessuno garantirà nulla. Ereditiamo il niente, ma non proveniamo dal niente, occorre quindi recuperare il nostro scarto col passato. Dare via al dondolio della sedia, quasi un cullare antico, consolatorio, lasciare al figlio, tra le mani, quel gioco e simbolo, una nave colorata e allontanarsi quindi piano, infilarsi la giacca, andarsene”.

Così quel padre che aveva cercato, mescolando gioia e affanno, fastidio e sensi di colpa, di fondere, con una sorta di allegria rabbia venata di tristezza, di sintetizzare il suo ruolo, raccontando le sue esperienze sul mare, ballando, scherzando e facendo anche un po’ di veloce educazione sessuale con una bambola gonfiabile. Una presenza chiassosa, infine malinconica, mentre il figlio, cieco, con una sua speciale consapevole rassegnazione, dolce, ilare, caparbia, riconosce il suo compito. Aspettare.

“Molto bello sul piano drammaturgico, frammenti esistenziali che sono sempre verità e metafora, sintesi di una vita in atmosfere surreali – si legge nelle note della critica.- ‘Patres’, testo di Saverio Tavano con Dario Natale protagonista in scena con Gianluca Vetromilo, vistoall’aperto, al Museo Cervi, nell’ambito del Festival di Resistenza, con la compagnia Scenari Visibili dalla Calabria, lo stesso dialogo attraversato da elementi dialettali. Forte l’accento, in un lavoro comunque di coinvolgente immediatezza.

Bravi gli interpreti a mantenere questi piani complessi, d’incontro ugualmente assurdo e reale, tra sogno, mito e quotidianità di padri che se ne vanno. E che vorrebbero forse anche essere modello, ancora giovani del fare flessioni, spiegando velocemente il mondo che muta, scherzando cameratescamente, incapaci di ascoltare, di stare quietamente, di costruire con pazienza profondi legami affettivi. L’ingresso è di 5 euro, 3 il ridotto.