Giornata mondiale della libertà di stampa, docenti Diritti Umani: “Ricordo ai 28 giornalisti italiani uccisi”

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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione della Giornata internazionale della libertà di stampa, intende ricordare i tanti giornalisti trucidati nel compiere il loro dovere: raccontare le storture e le ingiustizie del mondo e diffondere verità scomode per i poteri forti. I giovani – si legge in una nota del coordinamento – devono conoscere l’importanza di una stampa libera e oggettiva. La denuncia di azioni illecite o comportamenti dannosi per la collettività ha reso possibile l’indignazione popolare e di conseguenza, in molti casi, la punizione dei colpevoli, a prescindere dal ruolo sociale e politico esercitato. Basti pensare al Watergate.

Non a caso il movimento dell’Illuminismo, che per la prima volta forgiò il concetto di cittadino contrapposto a quello di suddito, vide proliferare la pubblicazione di gazzette e fogli, il cui intento era quello di rivelare le bassezze e gli abusi dei potenti e chiedere giustizia. Già dal Settecento il binomio verità e giornalismo serio caratterizzava la società civile o che aspirava a diventarlo. Oggi i giornalisti – continua la nota – spesso quelli “free lance”, vivono in condizioni economiche piuttosto precarie e spesso sono soggetti ad intimidazione e violenze da parte di chi vorrebbe reprimerne la voce e preferirebbe continuare a tramare nel buio e nell’omertà.

Nel 2015, come segnala il dossier di Reporter Senza Frontiere, sono 110 i reporter uccisi, 7 tra cameramen, fonici e tecnici e 27 i citizen journalist. Un dato in aumento rispetto al 2014 (66 giornalisti, 11 collaboratori non giornalisti dei media e 19 citizen journalists). La civiltà di una nazione si misura anche dalla presenza di giornalisti liberi, intellettualmente onesti e indipendenti. L’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani recita: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

In nome di questi principi, il Coordinamento Nazionale docenti della disciplina dei Diritti Umani – termina la nota – invita le scuole di ogni ordine e grado a promuovere tra gli studenti il concetto di libertà di opinione e sollecitarli ad essere critici, confrontare le informazioni e le fonti d’emissioni delle stesse, attraverso laboratori di lettura e l’analisi dei fatti riportati dalla stampa in classe. Un pensiero va rivolto ai circa ventotto giornalisti italiani uccisi nel mondo e alla redazione di “Charlie Hebdo”, decimata durante l’attacco terroristico del 7 gennaio 2015.

GIORNALISTI ITALIANI UCCISI