Brescia, polizia scopre clan mafioso di indiani e pachistani. Nove arresti e uno latitante

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La scorsa notte gli agenti della polizia di Brescia hanno messo a segno un’operazione che ha portato all’arresto di nove persone, mentre la decima è irreperibile. Si tratta di indiani e pachistani, tutti dai 24 ai 30 anni, che intendevano dare peso e valore alla propria presenza a Brescia. Un vero e proprio gruppo criminale che cercava di dominare tra i connazionali. In particolare, la loro azione puntava su tre obiettivi. Si occupavano del trasporto clandestino di stranieri tra la Francia e l’Italia, consentivano di ottenere la patente in modo truffaldino e persino bruciavano veicoli e trasporti commerciali dei loro connazionali nel momento in cui si rifiutavano di pagare il pizzo.

Tutti di religione Sikh, sono finiti in manette con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina e patenti false, incendi, rapine, lesioni personali, detenzione e porto illegale di armi. Per mostrare il proprio dominio sugli asiatici presenti a Brescia, infatti, li rapinavano e in una circostanza si sono resi protagonisti di un tentato omicidio. Per quest’ultimo caso, il 30 novembre del 2014 uno dei dieci incriminati aveva sparato nel bel mezzo della tangenziale, ma senza ottenere risultati. In una circostanza, un indiano era stato rapinato vicino a una commissione d’esame incaricata di lasciare le patenti.

VIDEO DELL’OPERAZIONE (da Corriere.tv)

Proprio da questi due episodi era partita l’indagine della polizia sgominando la banda criminale che si era inserita a Brescia con modalità mafiose. Tra le varie accuse, a proposito delle patenti facili, il clan dava dei dispositivi ai connazionali che si sarebbero apprestati a svolgere l’esame di teoria e dando loro le risposte. Chi rifiutava, invece, veniva aggredito. Gli autotrasportatori indiani e pachistani che si ribellavano all’idea di dare il pizzo, a Brescia e Mairano si sono trovati i mezzi bruciati. Infine, sul fronte dell’immigrazione, la polizia ha spiegato stamattina nei dettagli, durante l’illustrazione dell’operazione, come avveniva il trasferimento.

Ogni venerdì tre auto con circa sette clandestini per ciascuna partivano da Brescia verso la Francia. A quel punto lasciavano sul posto il “carico” e facevano salire altri stranieri, senza permesso, verso l’Italia. Gli immigrati pagavano dai 250 ai 750 euro per affrontare il viaggio, denaro che riscuoteva la banda. Tra i dieci destinatari dell’ordinanza di cattura c’è anche Gurgjit Singh, uno degli accusati del doppio delitto dei coniugi Francesco e Giovanna Seramondi, titolari della pizzeria notturna d’asporto “Da Frank”.

La notizia degli arresti ha visto tra le contestazioni maggiori quella dell’assessore lombardo alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione Simona Bordonali. “Propongo di mandarli in carcere in India in cambio del ritorno di Salvatore Girone e della permanenza in Italia di Massimiliano Latorre – riporta l’Ansa.- I dieci immigrati arrestati per associazione a delinquere dimostra come l’immigrazione sia ormai un business milionario che arricchisce anche i criminali, oltre alle false cooperative”.