Patarò Lumezzane battuto da Valpolicella e "ringrazia" Torino. Salvezza arrivata

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Valpolicella 22 – 12 Patarò Lumezzane

VALPOLICELLA: Failla; Saccomani, Magrulli, Disetti, De Leo (35′ st Baldi), Damoli, Stefani; Matteo Filippini, Mozzato, Previato; Mattia Filippini (37′ st Righetti) , Nicolis; Momi, Ferarro, Ferrari. A disposizione: Graccaroli, Persi, Carrararo, Simoncelli, Cimetti, Zardini. Allenatore: Mirco Bresciani

PATARO’ LUMEZZANE: Masgoutiere; Raza (11′ st Zaffino, 38′ st Cittadini), Venturini, Locatelli, Gustinelli (31′ st Lepre), Faralle, Canale; Bellandi, Cattina, Rizzotto (11’st Rossetti); Scotuzzi, Cuello; Piciaccia, Azzini (24′ st Zoli), Aluigi. A disposizione: Magli, Piovani, Pagani. Allenatore: Michael Gosling

ARBITRO: Palladino (Torino)

Marcatori: Pt: 11′ c.p. Failla, 26′ c.p. Faralle, 33′ c.p. Faralle; St: 3′ c.p. Failla, 7′ c.p. Faralle, 10′ m Mozzato tr. Failla, 15′ c.p. Faralle, 17′ c.p. Failla , 24′ c.p. Failla , 31′ c.p. Failla,

Note: spettatori: 200; Fine pt: 3-6 ; Cartellini gialli: 11′ Cuello

Il Patarò Lumezzane chiude la stagione incassando una sconfitta, per 22-12, con Valpolicella. Ma il XV di Gosling può comunque brindare alla salvezza: a dare una grossa mano ai Valgobbini, facendo saltare lo spareggio con Torino, è il già retrocesso Paese. I trevigiani non hanno infatti permesso a Torino di siglare le quattro mete necessarie per guadagnare 5 punti e raggiungere il Lumezzane in classifica.

Gli applausi finali sono tutti per i padroni di casa del Valpolicella, che hanno sfoderato una prestazione convinta, inseguendo con tenacia e lucidità il meritato successo finale. A pesare sull’undicesima sconfitta stagionale del Lumezzane sono, ancora una volta, le tante imprecisioni e il calo di lucidità e freddezza avuto soprattutto nella ripresa. A gonfiare il bottino ci ha pensato solo l’apertura Faralle, che ha siglato dalla piazzola tutti i 12 punti del match.

COMMENTI

“Valpolicella si è meritato a pieno questo successo, i veronesi erano più determinati e avevano più fame di vincere e questo ha fatto la differenza – esordisce coach Goslig – . La mia squadra oggi ha commesso troppi errori e ha sbagliato molte decisioni tattiche: i ragazzi hanno completamente perso la testa e hanno dimostrato di non avere la lucidità e la freddezza necessarie per affrontare un match così delicato. In fase offensiva è mancata totalmente la pazienza”.

“Abbiamo faticato ad alzare il ritmo e a mettere pressione ai veronesi quando abbiamo giocato nella loro metà campo – analizza Nicola Cattina, capitano dei rossoblù – . Avremmo voluto essere più incisivi da rimessa laterale e segnare da touche, ma non ci siamo riusciti. Nel secondo tempo abbiamo commesso delle ingenuità e delle sciocchezze che ci hanno tagliato le gambe”.

CRONACA- Il primo è decisamente equilibrato: entrambe le formazioni si sfidano a viso aperto, muovendo l’ovale, nonostante le avverse condizioni meteo. Né i veronesi, né i valgobbini riescono però a trovare varchi liberi e per sbloccare lo score si affidano ai propri realizzatori. Ad avere più chance di segnare dalla piazzola è il Lumezzane. Faralle, pur sbagliando due difficili piazzati, infila i calci che mandano i compagni al riposo in vantaggio per 6 -3 . I padroni di casa pareggiano i conti a soli tre giri dall’avvio della ripresa con Failla, ma al 7′ Faralle ristabilisce le distanze dalla piazzola. A spezzare definitivamente l’equilibrio del match è la meta trasformata, realizzata al 10′ dai padroni di casa (tutto nasce da un placcaggio mancato dai rossoblù nell’area dei 22). Da quel momento in poi sono i veronesi di Mirco Bresciani a dirigere il gioco, monopolizzando l’ovale. Privato di un’importante piattaforma d’attacco – quale è la touche- il Lumezzane si può affidare solo ai piedi di Faralle: troppo poco per smorzare l’entusiasmo dei veronesi e ribaltare l’esito del match.

SAN PIETRO IN CARIANO – Il Patarò Lumezzane perde la battaglia sul campo del Valpolicella. Al triplice fischio non c’è nemmeno la consolazione del punto di bonus difensivo. La squadra fila a testa bassa negli spogliatoi, mentre i padroni di casa festeggiano la salvezza con i propri tifosi. Le uniche buone notizie possono arrivare da Paese e gli occhi sono tutti fissi sugli smartphone. L’ultima speranza per schivare lo spareggio è infatti affidata alla già retrocessa formazione trevigiana, che deve impedire ai piemontesi di segnare quattro mete, evitando così che raggiungano il Lumezzane in classifica. Ed è proprio Paese che i valgobbini devono ringraziare: Torino passa, ma con sole due mete all’attivo, senza guadagnare il necessario punto bonus offensivo ed è così condannato alla retrocessione. Una buona nuova che evita la doccia gelata ai rossoblù e il rinvio della pratica salvezza ad un temibile spareggio.

Ma non è così che Cattina e compagni avevano immaginato di chiudere una stagione complicata e sofferta. Alla vigilia del match decisivo, la richiesta dello staff tecnico e le volontà dei giocatori erano ben altre: a Valpolicella il XV di Gosling voleva dimostrare – sul campo – il proprio valore e i frutti del lavoro stagionale. Una missione completamente fallita? Guardando il risultato finale la risposta più scontata sarebbe quella affermativa. Ma, ragionando a mente fredda, la prestazione del XV valgobbino non è totalmente da bocciare. Come già visto e scritto più volte a salvarsi e a mantenere alto l’onore della squadra è il pacchetto di mischia.

La superiorità dei primi otto uomini valgobbini si è vista anche sotto la pioggia scrosciante di San Pietro in Cariano e ha permesso all’apertura Faralle di gonfiare il bottino dalla piazzola. Senza lode e senza infamia il reparto dei trequarti, che non ha saputo creare problemi ai rivali veronesi, la cui determinazione e volontà ha fatto la differenza nella seconda frazione di gioco. Il primo tempo è invece decisamente equilibrato: entrambe le formazioni si sfidano a viso aperto, muovendo l’ovale, nonostante le avverse condizioni meteo. Né i veronesi, né i valgobbini riescono però a trovare varchi liberi e per sbloccare lo score si affidano ai propri realizzatori. Ad avere più chance di segnare dalla piazzola è il Lumezzane. Faralle, pur sbagliando due difficili piazzati, infila i calci che mandano i compagni al riposo in vantaggio per 6 -3 .

I padroni di casa pareggiano i conti a soli tre giri dall’avvio della ripresa con Failla, ma al 7′ Faralle ristabilisce le distanze dalla piazzola. A spezzare definitivamente l’equilibrio del match è la meta trasformata, realizzata al 10′ dai padroni di casa (tutto nasce da un placcaggio mancato dai rossoblù nell’area dei 22). Da quel momento in poi sono i veronesi di Mirco Bresciani a dirigere il gioco, monopolizzando l’ovale. Privato di un’importante piattaforma d’attacco – quale è la touche, che ieri è stata disastrosa – il Lumezzane si può affidare solo ai piedi di Faralle: troppo poco per smorzare l’entusiasmo dei veronesi e ribaltare l’esito del match.