Bagnolo Mella, lavori in via Gramsci e traffico, cittadini contro Comune. “Non siamo stati avvisati”

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Nelle ultime settimane l’amministrazione di Bagnolo Mella ha dirottato tutto il traffico, pesante e non, della via Gramsci, interessata da lavori di manutenzione ordinaria di A2a (i lavori per riqualificare i marciapiedi non sono ancora stati appaltati). Per l’occasione, il sindaco ha inviato ai soli residenti di via Gramsci una lettera informativa nella quale si scusava del disagio che i cantieri potessero loro causare. Poco importa se la parte restante del paese non fosse nemmeno informata – scrive Marco Bassi del Comitato Cittadino Traffico Bagnolese – che sarebbero arrivati sulle loro strade migliaia di veicoli, in aggiunta alle altre migliaia che abitualmente transitano. Ma l’azione dell’amministrazione non si ferma qui.

E’ venuta meno a un diritto di informazione del cittadino. In questo caso, oltre a disagi, riguarda anche l’incolumità degli individui e in totale sfregio alle due perizie tecniche della Provincia di Brescia che certificano che la zona Urne non è a norma per il transito dei mezzi pesanti e anche l’ordinanza del Tar del 2 febbraio ha affermato la fondatezza del ricorso del comitato in merito agli interventi di sistemazione della zona. I veicoli sono stati fatti transitare proprio su quelle strade, senza allertare i residenti e nemmeno preoccuparsi di adeguarne la segnaletica in conformità alla nuova circolazione imposta. A fronte di tale situazione incontrollata e pericolosa – continua Bassi – il nostro comitato ha richiesto la presenza del vice comandante della polizia locale Morotti e dell’assessore alla Sicurezza Pasca perché si rendessero testimoni di quanto denunciato e pure a proposito delle alte velocità, delle rotture dei marciapiedi e dei segni lasciati dai pneumatici a prova del sormonto dei mezzi.

Possiamo definire i disagi che tutti i bagnolesi e gli utenti stradali stanno subendo come l’anticipazione di quanto accadrà, se si continua a credere e perseguire ostinatamente il piano che vede risolvere il serio problema del traffico bagnolese semplicemente spostandolo da una parte all’altra del paese. Ed è indispensabile sottolineare che tali ordinanze sono frutto di indimenticabili proclami dell’amministrazione, succeduti dal 2014 fino ai nostri giorni, che vedrebbero come concessi degli inesistenti finanziamenti da parte della Provincia di Brescia del 2014 e più recentemente della Regione Lombardia del 2016. Le erogazioni, a scapito di Bagnolo, non sono mai state concesse. Però, poiché l’amministrazione ha adottato questa scelta, come ordinatole dal tribunale deve provvedere a “tempestivi interventi di sistemazione di tali percorsi”.

Sono passati due mesi dall’ordinanza del Tar e nulla è stato fatto per mettere in sicurezza il nuovo percorso. Dire le cose come stanno, ormai è risaputo, dà fastidio. In questi anni infatti siamo stati duramente attaccati dall’amministrazione comunale – continua il comitato – e quando un cittadino vuole far valere i propri diritti e “alza la testa” viene puntualmente e simbolicamente gambizzato (oltre ai costi del Tar dovremo sostenere i costi di due querele nei nostri confronti). Alcuni componenti della giunta comunale, che dovrebbero ricordarsi che rappresentano tutti i bagnolesi, non perdono occasione per screditarci ed alimentare opinioni diffamatorie con ogni mezzo. Affermazioni molto pesanti sono tuttora postate sui social dagli assessori stessi: solo per citare uno dei molti casi, l’assessore Pasca sul suo profilo facebook accomuna gli ignoti che avrebbero scollegato la batteria di una strumentazione conta traffico ai firmatari del ricorso.

Accuse gravissime, non supportate da alcuna prova e malgrado sia stato personalmente ammonito in presenza del vice comandante Morotti, quanto riportato è ancora di dominio pubblico. Ovviamente a tutto c’è un limite e Pasca e quanti altri ne dovranno rispondere nelle opportune sedi. Se l’amministrazione vuole rilevare dati in funzione di analisi dei carichi di transito sulle varie arterie, è necessario che i medesimi siano registrati in circostanze di normale utilizzo. Ci continuiamo a chiedere perché il primo rilievo in via Urne sia stato realizzato quando era in vigore la seconda ordinanza che imponeva proprio il divieto di accesso in via Urne e dirottava il traffico a Leno e il secondo sia stato registrato da martedì 29 dicembre 2015 a mercoledì 6 gennaio 2016. Periodo notoriamente di intenso passaggio pesante, viste le tre festività e le chiusure aziendali.

Un ultimo appunto: il nostro comitato è ricorso al Tar contro le prime tre ordinanze, ma pochi giorni prima dell’udienza che avrebbe potuto portare alla sentenza, l’amministrazione ha emanato la quarta ordinanza che ha annullato le precedenti, pur rispecchiandole in toto. Per tale ragione siamo stati costretti a presentare un nuovo ricorso per motivi aggiunti (doppio ricorso = doppi costi), ma i tempi tecnici si sono allungati ed è venuto meno il carattere di urgenza da noi lamentato. Questi – conclude il comitato – sono i metodi che l’attuale amministrazione utilizza per confrontarsi con i cittadini. Ma in che paese siamo?