MARCHENO – Mistero Bozzoli, arriva l’esercito per spostare le scorie. Lavoro ancora fermo

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Gli uomini dell’Esercito italiano varcheranno i cancelli della fonderia Bozzoli di Marcheno, in Valtrompia. Una soluzione per completare il trasferimento della montagna di scorie ancora presente in un punto dei capannoni. L’esperta anatomopatologa Cristina Cattaneo è ancora impegnata nei controlli dei materiali per trovare eventuali tracce di Mario Bozzoli, l’imprenditore scomparso dall’8 ottobre.

Nella vicenda, dal punto di vista giudiziario, sono indagati a piede libero per omicidio volontario e distruzione di cadavere i due operai Oscar Maggi e Akwasi Aboagye e i due nipoti dell’uomo, Alex e Giacomo. La situazione ha visto anche il ritrovamento del corpo senza vita di un altro operaio, Giuseppe Ghirardini, per il quale è aperta un’altra inchiesta per capire cosa e chi lo abbia spinto al decesso.

Le notizie delle ultime ore, date dal GiornalediBrescia.it, danno l’arrivo dell’esercito nei prossimi giorni. Useranno i loro mezzi, come richiesto dalla procura di Brescia che, tramite il sostituto Alberto Rossi, sta conducendo l’indagine. I militari saranno responsabili del trasporto di materiali e scorie da Marcheno e dalla Beretta Armi di Gardone (dove sono provvisoriamente ospitate altre quantità) verso una caserma di Milano dove saranno controllati per intero.

La Bozzoli era stata sequestrata il 9 ottobre, il giorno dopo la misteriosa sparizione, salvo poi tornare a disposizione dal 13 gennaio. Ma la rimessa in funzione degli impianti prevede tempi lunghi. L’attività, infatti, non è ancora ripresa.