LUMEZZANE – “Alta Fedeltà”, concerto indie rock e tradizione italiana con gli “Od Fulmine”

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Naviganti, pirati, viaggiatori, sognatori primitivi e primordiali. Sono gli “Od Fulmine”, il nuovo progetto di Mattia Cominotto (voce e chitarra), Riccardo Armeni (basso), Fabrizio Gelli (voce e chitarra), Saverio Malaspina (batteria) e Stefano Piccardo (voce e chitarra) che suoneranno sabato 27 febbraio alle 21,15 al teatro Odeon di Lumezzane, nell’ambito della rassegna “Alta Fedeltà”. L’ingresso è di 10 euro e i biglietti sono disponibili in prevendita su Viva Ticket. A questo punto siamo oltre la band, oltre l’album, oltre il live.

Gli “Od Fulmine” nascono perché altrimenti non potrebbe essere. Musicisti provenienti da esperienze passate diverse e condivise, scelgono di non smettere di suonare, scelgono di non fare hip hop perché funziona, scelgono di lasciare che la musica decida per loro e così, con alcuni complici, nasce un nuovo progetto musicale che ha nel live e nel visual la sua filosofia. “Noi si suona perché ci fa stare bene, ci fa stare bene, perché è sincero, è sincero perché non lo abbiamo scelto noi”.

Naviganti e viaggiatori perché negli anni sono andati e venuti, sono stati vicini e lontani, ma sempre insieme e radicati nella loro Genova, sono partiti dai “Meganoidi”, sono passati dai “Numero 6” e da “Esmen” e non hanno mai smesso di cercare. Pirati perchè hanno sempre pensato che la musica fosse il loro ossigeno e per farla hanno saccheggiato quel che hanno trovato. Immagini, emozioni, suoni, estetica, campagna, boschi, onde, cielo, luna, sole, pioggia e fulmini. Il primo album omonimo è un’opera prima, o meglio la prima opera, nel senso di un ritorno alle radici della loro ispirazione.

I componenti della band vivono tra palchi e prati, tra studi di registrazione, allevamenti, vicoli e porto di Genova. Nulla è sfuggito loro in questi anni ed è tutto dentro questo nuovo progetto. Loro credono nella storia e la storia fino ad oggi li ha ascoltati. Rock d’autore che fonde bene l’indie rock urgente americano degli anni ’80­ e ’90 con la tradizione cantautorale italiana, hanno detto che sono “in bilico tra gli Husker Du e Luigi Tenco” ed effettivamente il suono va in quella direzione. Le liriche narrative e visionarie di Mattia Cominotto completano questo primo omonimo disco.

L’ultima cosa che ci si ricorda di “Od” è il suo sguardo, stranamente rassicurante, mentre la parte di barca nella quale è rimasto si allontana dalla nostra metà, fluendo da un’onda all’altra, mentre il cielo pulsa ancora di rosse vampe e il mare inghiotte il respiro. Su quel che rimane della prua, tenuti in vita da quel poco di oro e blu che rimane, si ripercorre quell’attimo, mentre ci si avvicina al 40° giorno in mare. Un fulmine ha spaccato in due l’imbarcazione, dividendo da colui che stavano seguendo, alla ricerca di ciò che più si desidera.