LUMEZZANE – “Bimbi all’Odeon”, il racconto del solitario Tobia che ama disegnare “Moztri”

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Domenica 14 febbraio a Lumezzane torna “Bimbi all’Odeon” dedicato ai bambini e alle famiglie nell’ambito della stagione teatrale promossa dal Comune. Dalle 16,45 la compagnia Luna e Gnac Teatro porterà in scena “Moztri”, uno spettacolo con disegno dal vivo, ombre, attori e mostri. Tobia è un bambino di poche parole, che ama stare solo e soprattutto ama disegnare mostri. Raccontando la sua storia, il gruppo bergamasco realizza un lavoro poetico e insieme molto comico, originale, capace di coinvolgere i piccoli e commuovere i grandi. Lo spettacolo è rivolto ai bambini a partire dai 5 anni. L’ingresso è di 4 euro, ridotto 3 euro. I biglietti si possono acquistare in teatro prima dell’appuntamento.

Sempre per quanto riguarda “Bimbi all’Odeon”, c’è il tutto esaurito del laboratorio teatrale “Fate gentili e folletti dispettosi” il 21 febbraio che ha già raggiunto la quota massima di iscrizioni. La rassegna proseguirà in marzo con altri due spettacoli, tra “Ernesto Roditore guardiano di parole” di Nonsoloteatro (domenica 6) e “Viaggio organizzato plus” di Manicomics (domenica 13). La storia di Tobia è anche la storia dei suoi genitori, Cinzia e Augusto, che si disperano per il fatto di avere un figlio così difficile. Tobia è un bambino che non riesce a concentrarsi, che fatica a prendersi delle responsabilità e che vive delle sue fantasie.

Un bambino con un “punteggio basso” secondo gli standard educativi della maestra. Ma Tobia è anche un bambino ricco e pieno di risorse che, attraverso i suoi disegni, apre le porte del suo mondo interiore e mostra la meraviglia del suo immaginario. Gaston Bachelard la chiama “reverie”: la capacità immaginativa di abbandono alla fantasia e ai sogni ad occhi aperti. È una risorsa dal grande valore conoscitivo e non un deficit di realtà. Riconoscere e concedere il tempo della rêverie a un bambino o a un ragazzo, non è cosa da poco, è una qualità della conoscenza che pochi adulti posseggono, una forma di fiducia e rispetto verso il farsi di un’identità che è dovuta.

E allora: riuscirà Tobia a farsi capire dai grandi? Ci sono adulti che hanno voglia di ascoltare i sogni delle bambine e dei bambini? Uno spettacolo che pone agli adulti varie domande: quali aspettative abbiamo verso i bambini? Queste aspettative tengono conto dei reali desideri dei bambini? E quando si smette davvero di credere ai sogni?